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Sacile - Il Duomo

Il duomo di Sacile è intitolato a San Nicolò, e sorge nell'omonima piazzetta del capoluogo del comune in provincia di Pordenone.

Il nucleo originale risale al IX secolo, quando Enrico II, duca del Friuli di origine tedesca, nel 870 eresse una chiesa dedicata a San Nicolò. La chiesa viene citata in un documento del 1246, come dipendenza di quella di Aquileia. Il Duomo venne poi rielaborato nel XII secolo e ricostruito, tra il 1474 e il 1496, secondo il progetto di Beltrame e Vittorino da Como sul luogo stesso del primo edificio.

La facciata, in parte modificata nel sec. XIX e XX, si ispira alle costruzioni veneziane del Codussi, è si richiama a caratteristiche assai diffuse in Friuli. La porta della chiesa è di bronzo con sei formelle nelle quali sono incise in bassorilievo con episodi dell'Antico e Nuovo Testamento, eseguita su bozzetto del 1972 di Pietro Casarini (morto in quello sesso anno) e portata a termine nel 1975 con parziali ritocchi sia nel progetto che nel materiale da Luciano Carnessali. Lo slanciato campanile che affianca il Duomo è del 1568.

L'interno è a tre navate e diviso da colonne che su capitelli corinzi sorreggono le arcate gotiche dalla copertura a capriate. Al presbiterio si accede per un grande arco trionfale dove in alto è dipinta l'Annunciazione e sotto, in 12 riquadri, sono affrescati gli Apostoli, opera del Novecento, di Pino Casarini da Verona.

Il Casarini è anche autore degli affreschi del presbiterio che presentano l'imponente Crocifissione e Resurrezione, oltre alle altre figure sacre: Madonna col Bambino, SS. Trinità, Santi, ecc. Questi dipinti sono considerati una delle opere migliori del pittore, databili al 1946 sono stati eseguiti due anni dopo il restauro del Duomo che fu danneggiato, specialmente nel tetto dal terremoto del 1976.

L'altare maggiore è di marmi policromi ed ha una statua degli inizi del '700 raffigurante San Girolamo di Marino Groppelli e una con San Francesco di Bartolomeo Modolo della meta dello stesso secolo. Diversi dipinti fra cui una pala d'altare con Madonna col Bambino in gloria con i Ss. Giovanni Battista, Antonio Abate, Nicolò, Michele Arcangelo, Liberale, opera di Francesco Bassano (1589-90). La bella realizzazione pittorica è stata restaurata recentemente, ridonandole così la vivacità dei colori.

Nel duomo di Sacile troviamo ancora un dipinto di Madonna col Bambino in gloria con i Ss. Domenico e Teresa attorniati dai Misteri del Rosario e i Ss. Carlo Borromeo e il papa Pio V e altri personaggi, opera di Palma il Giovane. (1620-25). Nella parete d'ingresso una lapide ricorda che qui è sepolto David (1454) figlio del sultano turco Murad II, fuggito dal suo paese dopo la conversione al cristianesimo. Un’altra ricorda invece il musicista Vincenzo Rufo (1587). In sacrestia si può ammirare una pala raffigurante Santa Maria Maddalena, lavoro di Michel Schiavoni.

Recentemente sono stati restaurati i frammenti di affreschi recuperati nei lavori di restauro del 1939 e posti in canonica Essi facevano parte di una decorazione che aveva una serie continua di Sibille e Profeti, databili a subito dopo la costruzione del duomo.

Si tratta di 22 frammenti contati su pannello e collocati nell'ultima cappella a sinistra. Gli autori di queste pregevoli opere furono Giovanni Battista da Udine e Antonio Zabo, bergamasco, operante a Sacile. Secondo Giuseppe Bergamini per l'iconografia si sono serviti di stampe toscane dell'epoca. Dei restauri ha beneficiato anche il Crocifisso ligneo conservato nell’omonima cappella, opera cinquecentesca di notevole fattura.

 

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