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Prepotto - Santuario di Castelmonte

Il Santuario di Castelmonte si trova in località Castelmonte, frazione del Comune di Prepotto, in provincia di Udine. Per raggiungerlo: da Prepotto si prende la SP di Prepotto, in direzione Nord, verso Cividale del Friuli, quindi, giunti al quadrivio Barbianis, si svolta a destra e si sale a Cialla. Superato il paese, sempre salendo, si sbocca nella SP di Castelmonte. Svoltando a destra si raggiunge Castelmonte. Provenendo da Cividale del Friuli, si può seguire la segnaletica.

Il celebre Santuario Mariano di Castelmonte, sorge in cima ad un colle alto 618 metri sul livello del mare, vero e proprio borgo fortificato di indubbio interesse urbanistico. Le sue origini sono antichissime e sembrano risalire addirittura ai primordi del cristianesimo, anche se i documenti in proposito lo datano a poco dopo il Mille. Costituito in origine forse da un sacello scavato nella viva roccia, il Santuario s'ingrandì via via sino a diventare un borgo accentrato intorno alla chiesa.

Fece parte dell'influente Prepositura di Santo Stefano di Cividale e nel 1253 del potente Capitolo di questa città. La sua nomea crebbe e sempre più numerosi vi accorrevano i pellegrini, specialmente nelle grandi festività dedicate alla Madonna. Tanti erano i devoti che alcune volte bisognò chiudere le porte di Cividale, onde eliminare affollamenti eccessivi, possibile causa di tumulti.

Di pari passo procedevano le donazioni di beni immobili, di denaro, di ex voto. Tra questi vi sarebbe stata un'antichissima statuina d'argento offerta da un duca d'Austria. La generosità dei pellegrini si manifestava soprattutto nelle abbondanti elemosine, durante la permanenza nel santuario. I devoti ebbero qui anche la possibilità di guadagnare delle indulgenze speciali, come quelle che promulgarono, esclusivamente per la Madonna di Castelmonte, i papi Innocenzo IV (1247) e Sisto IV (1478).

Nel 1296 il Capitolo di Cividale ottenne conferma della sua giurisdizione su “Castel del Monte”, come era detto allora. Torri e cortine ne assicuravano i fianchi, di per se protetti perché strapiombanti sulle grosse rocce che contengono la rocca. Nel 1382 risulta comandante del presidio il noto capitano Guarnerio di Manzano, mentre nel 1478 si ricorse ai più accurati appressamenti difensivi, per paura delle incursioni turche e la direzione dei lavori fu affidata la nobile cividalese Antonio de Nordis.

Fu devastato da un rovinoso incendio del 1449. Ricostruito e ben fortificato, svolse un ruolo strategico importante nell'epoca delle lotte provocate dalla Lega di Cambrai, specialmente in occasione del furibondo assedio di Cividale del 1509.

Semi distrutto dal terremoto del 1511, il Santuario di Castelmonte fu nuovamente ricostruito. Venne ampliato ed abbellito tra il Cinque-Seicento, e da allora, praticamente non subì grandi innovazioni, se non in epoca recentissima, per quanto riguarda la struttura urbana. Fu anche meta di pellegrinaggio dei Cragnolidi che si muovevano dai dintorni di Lubiana verso Castelmonte, per parecchi secoli sino alla guerra 1914-18.

Oggi Castelmonte non offre molto dal punto di vista artistico, ma in passato, scultori e pittori di buon nome, tra cui Giovanni da Udine, che affrescò la Cappella della Vergine, vi lavorarono. L'opera più importante e proprio la venerata statua in pietra dipinta della Madonna con Bambino eseguita prima del 1479 (anno in cui fu benedetta ed intronizzata) da scultori gravitanti nella sfera artistica salisburghese, di cui infatti presenta le morbidezze del cosi detto "weiche stil".

Purtroppo un maldestro restauro e le cattive ridipinture rendono il gruppo non perfettamente leggibile. La statua è inserita nell’altare barocco commissionato nel 1684 ad Alessandro Tremignon che si giovò della collaborazione del figlio Paolo anche per i due altari laterali.

Notevole interesse – dal punto di vista popolare più che da quello artistico – rivestono numerosi ex-voto che il santuario conserva, fra cui preziosissimo è il voto di Gemona del 1575, in argento, riproducente la veduta ideale della cittadina, allora colpita dalla peste.

Molti degli ex-voto sono andati distrutti o rubati, quelli in argento anteriori al 1797 furono confiscati da Napoleone e non più restituiti, testimonianza di migliaia di miracoli o di intercessioni attribuite a quella che i friulani chiamano Madone di Mont.

 

Altre informazioni:

www.santuariocastelmonte.it

 

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

Video - Servizio di Telechiara su Castelmonte

 

 

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