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Cividale del Friuli - Museo Archeologico Nazionale

Palazzo dei Provveditori Veneti

Piazza del Duomo, 13 - 33043 Cividale del Friuli UD

Tel. +039 0432 700700 - Fax +039 0432 700751

www: www.provincia.udine.it

Mail: archeologicocividale@libero.it

Biglietto: € 4,00; ridotto € 2,00. Cumulativo Tempietto/Monastero/Museo Cristiano: € 6,00; ridotto € 4,00.

Orario di apertura:Da martedì a domenica e festivi dalle ore 8.30 alle ore 19.00
Lunedì solo mattina dalle ore 9.00 alle ore 13.30.
Fondi archivistici e biblioteca (entrata libera a tutti gli studiosi)
Martedì, mercoledì, venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00

Giorno di Chiusura: Lunedì pomeriggio.

Tempo medio di visita: ore 2.00,

Visite guidate: Su prenotazione

Servizi offerti: Percorsi didattici su prenotazione.

 

 

Con la sovvenzione dell'imperatore d'Austria Francesco I, nel 1817 è stato istituito il Museo di Cividale da Michele della Torre Valvassina (1757-1844) che svolse nel decennio 1817-1826 importanti campagne di scavi storici in città e nel circondario.

In un primo tempo, il prezioso ed abbondante materiale, fu riunito in alcuni locali dell'ex collegio dei Padri Somaschi. in borgo S. Pietro. Il Comune divenuto proprietario nell'Ottocento del cinquecentesco Palazzo Nordis predispose nel 1889 di sistemare qui le raccolte divenute molto ingenti per i nuovi ritrovamenti.

Il Museo da Regio divenne Statale e si arricchì anche del materiale archivistico di grande valore storico del Capitolo, di istituti religiosi, del Comune ed inoltre di oggetti d'arte di rilevante interesse. Dopo circa un secolo il Museo è stato trasferito nel vicino Palazzo dei Provveditori Veneti costruito tra il 1565 e il 1569 su progetto di Andrea Palladio. È posto su un lato di Piazza Duomo, adiacente al Duomo stesso. 

Il Palazzo, detto anche Pretorio, è stato costruito sull’area ove dall’VIII secolo sorgeva la fastosa dimora patriarcale. La sua facciata è costellata da busti di Rettori, epigrafi e stemmi del periodo veneto, che ricordano come qui risiedesse il Provveditore della città durante il plurisecolare dominio della Serenissima.

Adattato dopo lunghi restauri, come sede del Museo venne inaugurato il 2 giugno 1990, in occasione dell'apertura della grande Mostra dei Longobardi.

L'esposizione museale e disposta su tre piani. L'ammezzato ospita la Biblioteca e l'archivio.

 

Piano terreno: Raccoglie in sette sale la parte lapidaria e musiva, suddivisa nelle sezioni romana, paleocristiana, altomedioevale, e romanica. Cortile: nel cortile interno del palazzo sono sistemati vari pezzi lapidari. Nell'angolo a destra (per chi esce) è posto un cippo ritenuto del 1672, proveniente da Carraria, con Leone di S. Marco e stemmi, indicante uno dei limiti territoriali per il dazio sul vino.

 

Primo piano: si compone di sette sale dove sono esposti i più significativi reperti e tesori longobardi provenienti in gran parte da Cividale e altre località del ducato friulano. Attraverso il materiale, ordinato in sessantasei vetrine, si percorre l'evoluzione dell'arte longobarda, dai manufatti del primo insediamento in Forum Julii, attraverso il lento processo di acculturazione sino alle prime espressioni artistiche, compenetrate nel mondo carolingio.

Sull'esposizione si è seguito un duplice criterio. Quello tipologico in cui sono riuniti oggetti dello stesso tipo, utili a documentare l'evoluzione del gusto e delle tecniche; a tal fine si sono impiegati i reperti di cui non si conosceva con precisione la provenienza. Quando possibile, invece, si è seguito un secondo criterio espositivo più moderno, raggruppando tutti i reperti appartenenti al medesimo corredo funebre.

Dagli oggetti che mani pietose hanno posto accanto al defunto, possiamo risalire alla sua vita: il soldato-orefice di Gruppignano (sala A, vetrina 10) la donna che tesseva in casa (sala C, vetrina 4) il guerriero che era un accanito giocatore (sala E, vetrina 8) la donna che poteva adornarsi con stupende fibule (sala E, vetrina 9) e quelle che possedevano modesti suppellettili. Il visitatore attraverso questa incomparabile raccolta, può compiere un suggestivo salto nel passato, accostandosi ai grandi guerrieri ed immergendosi nella quotidianità delle piccole cose di quattordici secoli fa, insomma respirare ancora longobardo.

Sala A: sono esposti soprattutto corredi funerari ritrovati nelle prime aree cimiteriali istituite dai Longobardi all'esterno di Forum Julii.

Sala B: nella sala sono esposti prodotti dell'artigianato longobardo (ceramiche e vetri) oggetti di importazione (bronzo) ed armi.

Sala C: attraverso i corredi funebri sono documentati vari aspetti della vita quotidiana dei Longobardi. I materiali delle prime cinque vetrine provengono dalla necropoli cividalese Gallo.

Sala D: nel suggestivo ambiente e collocato, il sarcofago cosiddetto del duca Gisulfo, rinvenuto il 28 maggio 1874 a Cividale in Piazza Paolo Diacono, a tre metri di profondità. Il sarcofago in pietra ad ante fisse e patere scolpite sui timpani è stato reimpiegato da una tomba romana. L'identità del defunto sarebbe documentata dal nome CISUL sul coperchio del sarcofago, ma l'originalità dell'iscrizione e tuttora controversa. L'inumato, i cui resti andarono in polvere all'apertura del sarcofago, in ogni caso era un personaggio di alto rango, come testimonia il ricco corredo di una ventina di pezzi, esposto nella vetrinetta. La bottiglia di vetro sino, qualche decennio fa conteneva ancora l'acqua votiva originaria. Tra i pezzi aurei spiccano l'anello sigillare con incastonata una moneta di Tiberio (10 a C.-35 d.C., la teca con smalti a colori vivacissimi, riproducenti un grosso uccello e, sembra uno stilizzassimo albero. Splendida la celeberrima croce in lamina d'oro, decorata con otto teste uguali, che potrebbero avere un significato ritrattistico del defunto, separate da nove pietre preziose incastonate.

Sala E: questa sala raccoglie un consistente insieme di reperti longobardi per la maggior parte provenienti dalla necropoli di S. Stefano in Pertica (vetrine 1-8-15) (metà sec. VI - prima meta sec. VII). Soprattutto attraverso le tecniche di lavorazione e lo stile delle decorazioni, è documentato il progressivo avvicinamento della coltura dei dominatori a quella dei locali.

Sala F: questa sezione espositiva lumeggia la ripresa dell'industria dei metalli romano-bizantina che sino alla fine del VII sec. era decaduta, sovrastata da quella dei Longobardi. Piano ammezzato È destinato a raccogliere le sezioni romana e protostorica ancora in fase di allestimento con il materiale via via restaurato. Alcune vetrine comunque già accolgono bronzetti romani di provenienza cividalese, statuette che si ritiene destinate al culto familiare, lucerne e suppellettili di vario uso.

 

Archivi e Biblioteca
All'ultimo piano di Palazzo dei Provveditori si trovano gli Archivi e la Biblioteca di Cividale ove sono conservati oltre all'archivio e alla biblioteca provenienti dal prestigioso capitolo di Cividale del Friuli, anche l'archivio del monastero benedettino di Santa Maria in Valle, con una collezione importantissima di pergamene, l'archivio antico del Comune di Cividale, il fondo archivistico del Monte dei Pegni e alcuni archivi minori di interesse locale. Appartiene agli Archivi e Biblioteca un preziosissimo nucleo di oltre cento codici manoscritti, molti dei quali miniati. Si ricordano a titolo esemplificativo alcuni dei pezzi più significativi: l'Historia Langobardorum di Paolo Diacono del sec. IX, una Bibbia atlantica in due volumi del sec. XI, il celeberrimo Psalterium Egberti commissionato dall'Arcivescovo di Treviri Egberto (977-993) e il Psalterium beatae Elisabeth, databile il primo quarto del secolo XIII.

 

Fonti Bibliografiche

Guida artistica del Friuli Venezia Giulia, a cura di G. Bergamini, Associazione Proloco del Friuli Venezia Giulia, 1999. Cividât, atti del 76. congresso (26 settembre 1999) della Società filologica friulana, a cura di E. Costantini, C. Mattaloni e M. Pascolini, Società filologica friulana, Udine 1999. Musei e collezioni della provincia di Udine: percorsi d'arte e di storia, a cura di G. Bergamini, Pasian di Prato (Udine), 2001. Claudio Mattaloni, Cividale del Friuli. Guida storico artistica: guida al Museo archeologico nazionale, guida alla città, Arti grafiche friulane, Tavagnacco (Udine), 2002, 2. ed. I Longobardi, a cura di P. Cammarosano, I. Ahumada Silva, Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, Casamassima, Udine, 1998 (cd-rom). PERIODICI: ‘Forum Iulii’, annuario del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, pubblicato dal 1976. 'Quaderni dell'Associazione per lo sviluppo degli studi storici ed artistici di Cividale', pubblicato dal 1973.

 

Fonti Web

www.provincia.udine.it

http://www.turismo.fvg.it

 

 

 

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