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Prato Carnico - Chiesa di San Canciano

La chiesa di San Canciano si trova a Prato Carnico, comune in provincia di Udine. Le origini della parrocchiale sembrano risalire al Trecento. La vecchia sede venne distrutta dal terremoto del 26 luglio 1700, di cui rimane l'antico campanile pendente, posto all'inizio del paese. La chiesa fu interamente e ricostruita già a partire dal 1710, ma è negli anni 1857-60 che assunse l’aspetto attuale, su disegno di don Marino De Crignis di Monnaio, in seguito modificato dall’architetto Girolamo D'Aronco di Gemona. Fu consacrata nel 1863.

L'interno, ad aula unica e con ampio presbiterio, conserva tre altari in legno scolpiti e dipinti. L'altare maggiore in marmo, di stile barocco, fu acquistato nel 1790 dalla parrocchia di Ampezzo, al quale vennero aggiunte due statue in legno e poi laccate, di fattura locale, rappresentanti i Ss. Canzio e Canziano.

Il Flügelaltar (altare con sportelli), uno dei più belli del Friuli, è opera di Michel Parth di Brunico (1534). Posto nella navata destra, un tempo era l’altare maggiore. Intagliato, dipinto e dorato contiene tre statue dei Ss. Canzio, Canziano e Canzianilla. Nella predella il gruppo scultoreo che raffigura la Natività. Negli sportelli aperti Ss. Pietro e Paolo; nella cimasa i Ss. Giovanni Battista e Giovanni Evangelista; all'esterno sono raffigurate le figure di due Santi con Annunciazione dipinte e dei Ss. Rocco e Maurizio in leggero rilievo.

Il secondo altare scolpito è rinascimentale, di buon gusto, della scuola del Martini e con influssi del Floreani. Le statue dei santi Fabiano, Sebastiano e Rocco sono invece opera minore dell’intagliatore udinese Simone di Paolo che lavorò anche a Mione nel XVI secolo.

Nella navata sinistra si trova il terzo altare scolpito dal Cadorino Eugenio Manzani intorno agli anni 1730-40, contiene una Madonna lignea di Luigi Piccini, datata sul finire del XIX secolo. È attorniato da dieci riquadri con interessanti dipinti dei Misteri gaudiosi e dolorosi della fine sec. XVIII. La Chiesa conserva inoltre alcuni buoni dipinti tra cui Daniele nella fossa dei leoni, Abacuc, e altri soggetti, che meritano attenzione.

Nella parete d'ingresso, in cantoria, è posto l'organo rifatto nel 1865 da Giovanni Battista De Lorenzi.

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