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Ovaro - Chiesa di Santa Maria di Gorto

La chiesa di Santa Maria di Gorto si trova a Cella, frazione del Comune di Ovaro in provincia di Udine. Sopra Cella, in direzione sud, isolata su una collina a fianco del cimitero, sorge questa storica chiesa. È la sede di una delle undici antiche pievi della Carnia, le più antiche del Friuli e fu fondata nel VIII secolo.

La pieve di Gorto (foto Wikipedia)

Il Patriarca Voldorico nel 1119 concesse all'Abbazia di Moggio, tra le altre, anche giurisdizione sull'antica pieve di Gorto. La cura d'anime veniva esercitata per mezzo di due monaci benedettini designati dall'Abate "ad triennium": uno ex latere Ovaro e l'altro ex latere Luincis. Per la comodità delle cure più lontane e per l'aumento della popolazione si cominciò a concedere più tardi il sacerdote residenziale a diversi paesi.

A Prato Carnico nel 1339, poco dopo a Comeglians, a Cercivento nel 1358 ed in seguito anche altri luoghi ebbero il loro sacerdote. In un atto notarile del 4 dicembre 1344 si parla per la prima volta dell'arcidiaconato di Gorto. Quando e perché sia sorto questo arcidiaconato non lo sappiamo. Gli studiosi pensano che gli abati di Moggio, desiderando dare maggior consistenza alla giurisdizione sul Gortano, abbiano introdotto questa nuova carica per rendere la pieve indipendente a qualsiasi ingerenza dell'arcidiaconato della Carnia.

Nei secoli seguenti il titolo di arcidiacono fu portato di solito dal più anziano dei preti che ufficiavano nella Valle di Gorto, ma ciò non fu regola costante. Soppressa l'Abbazia di Moggio nel 1777, ne conseguì una nuova sistemazione territoriale da parte dell'Arcivescovo Gian Girolamo Gradenigo, che conservò il titolo di arcidiaconato come Vicariato foraneo della zona.

Il "Pievano-Preposito" della pieve di Santa Maria di Gorto ottenne da Papa Pio XI il titolo e i privilegi dei Cappellani di Sua Santità, con Breve Apostolico del 18 luglio 1934. L'Arcivescovo Giuseppe Nogara con decreto del 4 marzo 1953, unì il titolo di arcidiacono all'Ufficio di Vicario foraneo in un'unica persona "durante munere".

La chiesa attuale risale al 1469 e fu costruita su una precedente distrutta da un incendio. In seguito venne più volte rimaneggiata. Nella zona absidale si sono ritrovati, alcuni anni fa, frammenti di affreschi della precedente chiesa con la parabola delle Vergini stolte e delle Vergini sagge, risalenti al XIII secolo e attribuibili a un pittore di formazione austriaca.

La chiesa di Santa Maria di Gorto conserva al suo interno la pala d'altare del sanvitese Giovanni Furnio, discepolo di Pomponio Amalteo, datata e firmata 1567, rappresentante la Beata Vergine e i Ss. Pietro e Giovanni. Qui si trovano inoltre la pala di Lorenzo Bianchini Vergine e S. Giuseppe (1874) e la pala seicentesca raffigurante le Anime purganti.

Un organo del 1778 è collocato sopra la porta d'ingresso e fu realizzato da un fabbricante di organi di Ovasta: Giovanni Battista De Corte. La chiesa inoltre ospita in una saletta a destra del coro nella quale è stato creato un piccolo museo che espone due antichi busti in tufo di ignota provenienza, paramenti sacri, e dipinti, oltre a reperti archeologici ritrovati durante i lavori di ristrutturazione.

 

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