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Osoppo - Il Forte di Osoppo

Il Forte si trova su un rilievo prospicente il Tagliamento, nel comune di Osoppo, in provincia di Udine. Il Forte è inserito nell'itinerario Strada dei Castelli e dei Sapori del Friuli Collinare.

Si presume che sul rilievo (rupes Osopi) che domina Osoppo, sin dai tempi dei Celti e dei Romani fosse presente una struttura fortificata. La lapide sepolcrale di S. Colomba, risalente al 524, resta come la più chiara documentazione dell'importanza del forte sin da quei tempi remoti. Il primo assedio, storicamente documentato da Paolo Diacono avvenne nel 614 nella lotta dei Longobardi contro gli Avari.

Nel VII secolo, il duca Ginsulfo provvide a munirlo e una leggenda narra che nella sue adiacenze il paladino Orlando avrebbe battuto in singolar tenzone il ribelle duca Rodgauso. Il Forte di Osoppo viene ricordato anche da Paolino d'Aquileia nel 799. Nel 902 la rocca fu rovinata dagli Ungari che devastarono il Friuli e altre parti d'Italia. In seguito la costruzione ebbe forma di castello medioevale con feudatari che godevano l'investitura di abitanza. Essi nel 1094 offersero il maniero alla potente abbazia di Sesto. In seguito si fa esplicitamente il nome dei signori di “Osopo”, uno dei quali, Cono, ebbe confermato nel 1254 il Castello Vecchio.

Sentendosi al sicuro dalla giustizia patriarcale i suoi feudatari commisero violenze, ruberie e rapine. A punirli mosse il Patriarca di Aquileia Pagano della Torre, che dopo un fiero assedio, s'impadronì della rocca. Ne fu quindi infeudato il nobile Federico Savorgnan (1328). Naturalmente questa famiglia ebbe a sostenere fiere lotte con gli spodestati, ma riuscì a vincerle e a dedicarsi alla cure del castello.

Con l'aiuto di altri signori neutrali divenne fortemente munito tanto da definirsi inespugnabile. Tristano di Savorgnan ne fu privato perché era nemico del Patriarca Lodovico di Teck (1419), ottenne poi il riconoscimento un anno dopo da Venezia, la quale munì ancor meglio la fortezza posta a tutela dei confini orientali.

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Nella guerra della Lega di Cambrai, nel 1514, Girolamo Savorgnan parteggiò per Venezia contro l'impero Asburgico e resistete nella Rocca a un lungo assedio. Disponeva di 80 cavalli e cento fanti oltre agli intrepidi osovani e rintuzzò i furibondi assalti nemici, quando il comandante Cristoforo Frangipane apprese che si avvicinava l'esercito di riscossa con Bartolomeo d'Alviano si ritirò vergognosamente dopo 46 giorni lasciando, lo stendardo di battaglia dell'imperatore Massimiliano (stendardo successivamente donato dagli osovani all'imperatore Napoleone Bonaparte) in mano ai nemici.

L'incomparabile valore degli assediati permise a Venezia di ristabilire a proprio favore le sorti della guerra e questo avvenimento fu tramandato con una epigrafe posta a Venezia nella Sala dello Scrutino del Palazzo Ducale: “Osopi defensio totius patriae recipiendae causa fuit”. Per i Savorgnan, come premio per questa condotta di guerra, furono onori, feudi e ricchezze.

Il Forte di Osoppo mantenne anche in seguito il suo grande valore strategico e dopo tre secoli Napoleone face avere al viceré Eugenio particolari istruzione per la sua efficienza. Furono appostate artiglierie in cima al colle e furono sistemate opere basse per le sortite.

A cavallo dell'Ottocento si susseguirono ben quattro assalti al Forte, dei Francesi contro gli Austriaci, e viceversa. Venuta la fortezza in definitivo possesso austriaco con il trattato di Vienne (1814-15), perdette la sua importanza perché lontano dai confini di stato.

Altra pagina gloriosa si ebbe nel 1848 quando gli Osovani cacciarono gli austriaci. Giunsero poi cannonieri volontari, si utilizzarono vecchie artiglierie, furono adoperati affusti improvvisati. Dirigevano le difese, con 364 patrioti, Licurgo Zanini e Leonardo Andervolti.

Stretto d’assedio dal generale Nugent in marcia verso il quadrilatero, il Forte di Osoppo non solo resistette dal 23 aprile al 12 ottobre, ma la guarnigione compì 52 sortite brillantissime. La resistenza fu opposta sino all’estremo e tale fu l'impressione suscitata negli Austriaci che questi, al momento della resa del Forte, concessero l'onore delle armi e l'autorizzazione ai difensori di uscire da Osoppo in pieno assetto di guerra.

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La Medaglia d'oro al valore militare fu degno premio a tanto eroismo. Osoppo è in Friuli simbolo di eroismo e di patriottismo. Per questo, durante la guerra del 1940-45 parte del Movimento di Liberazione assunse il nome di Osoppo. Una lunga serie di bombardamenti e spezzonamenti da parte degli anglo-americani, di cui il più rovinoso fu quello del 22 novembre 1944, distrussero le opere fortificate del Forte, le caserme e gli edifici costruiti nel corso degli anni.

In seguito al terremoto del 1976, nel Forte di Osoppo crollò di nuovo il Tempio di San Pietro, ampliato e restaurato tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento su progetto di Domenico Rossi, ricostruito dopo la prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Era destinato a Museo della Fortezza.

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