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Gradisca d'Isonzo - La fortezza

La fortezza di Gradisca d’Isonzo, comune in provincia di Gorizia, venne costruita dai Veneziani per far fronte alle invasioni dei Turchi e rappresentò per molti anni uno dei più formidabili elementi difensivi della regione.

Ciò che rimane della fortezza, permette di formasi una adeguata idea della sua potenzialità nei secoli passati. Infatti, ad eccezione del lato Ovest verso la Spianata, quando nel 1863 furono abbattuti, per dar sfogo al centro urbano e ricavare l'attuale parco di ippocastani e Piazza dell'Unità d'Italia, la Porta Vecchia, il suo Corpo di Guardia e il torrione del Palazzo, il resto della fortezza, le mura e i bastioni sono rimasti quasi intatti.

Le mura della Fortezza di Gradisca (foto Wikipedia)

Il circuito di opere protettive misurava all'inizio 1.800 metri, ed attorno vi correva un profondo fossato. In condizioni più o meno buone sono ancora visibili: la Torre della Calcina, la Torre della Marcella, la Torre della Spiritata, la Torre del Portello, la Torre S. Giorgio e il Torrione della Campana o Grande.

Dove s'innalzò il Torrione S. Giorgio, si apriva la prima Porta Vecchia. Con l'erezione del nuovo baluardo (lato Nord della fortezza) la si otturò e nella cortina accanto si aprì la Porta Nuova. È sormontata da una grande Aquila bicipite del Sacro Romano Impero. Qui la muraglia mostra uno spessore imponente.

In caso di pericolo si abbassavano le saracinesche di Porta Nuova ed il varco, tra mezzo, si riempiva di terra. Così al posto di un'apertura si otteneva celermente un saldo baluardo. Ma il ruolo principale della difesa era affidato, al torrione della Campana opera egregia dell'architetto militare Giacomo Contrin (1491), molto noto al quel tempo.

Allo scopo di poterlo sistemare in questo posto, fu scalpellata e spianata una collinetta del terreno. Il torrione passò attraverso tre epoche: anteriore all'artiglieria; con le caratteristiche delle piombatoie; attrezzato con le cannoniere.

Nella fortezza di Gradisca d’Isonzo tre erano i piani per le cannoniere: tre piazzabili al piano inferiore, sei a mezza parete e tre superiori. Qui in seguito si sistemarono altri due posti per l'artiglieria a mitraglia. Fu innalzato con ampiezza di vedute e lo si provvide di artistici "beccatelli".

Verso la cortina, che raggiunge il Torrione S. Giorgio, allo scopo di controllare i movimenti nemici, in quel delicato settore della muraglia, si praticò una "spia" tuttora esistente.

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