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San Daniele del Friuli - Il Duomo

Il Duomo sorge nel centro di San Daniele del Friuli ed è dedicato a S. Michele Arcangelo.

La chiesetta di San Daniele profeta presso l'antico castello, in cima al colle, fu eretta dal longobardo Ronaldo, come espiazione per aver ucciso il patriarca Leone nel 927. Fu per secoli la sede della Pieve, e divenne talmente importante da dare il nome al borgo sorto attorno al castello.

Divenuta insufficiente nei primi decenni del sec. XIV si costruì una nuova chiesa dedicata appunto a S. Michele. Il Patriarca Francesco Barbaro tenne in questa chiesa un sinodo diocesano nel 1595.

 

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La pieve con decreto dell'Arcivescovo Gian Girolamo Grandenigo divenne Arcipretale e per concessione di papa Pio X del 19 luglio 1904, l'arciprete gode del titolo e dei privilegi dei Protonotari Apostolici.

Ha una facciata settecentesca, preceduta da una scalinata, con semicolonne e capitelli corinzi sormontati da una trabeazione e da un timpano. Il robusto campanile incompiuto, posto sul lato destro, dietro la chiesa, è stato eseguito su disegno di Giovanni da Udine del 1531.

L'edificio fu ristrutturato tra il 1703 e il 1777 in tre fasi successive con interventi dei veneziani Domenico Rossi e Luca Andrioli e del bresciano Carlo Corbellini. Il portale è sormontato dalla statua di San Michele Arcangelo e da due angeli. Le porte di bronzo contengono formelle di Nino Gortan del 1982 raffiguranti Morte e Resurrezione di Cristo e gli Evangelisti.

All’interno conserva un fonte battesimale di Carlo da Carona del 1510. Scolpito in pietra bianca, la vasca è sostenuta da una base piramidale esagonale con nelle facciate sei putti allacciati uno all'altro, la copertura della vasca è a cupola emisferica con sul culmine una statuina di pietra raffigurante San Giovanni Battista.

L’altare maggiore è imponente ed è opera dello scultore Francesco Fosconi, del 1735, con statue di Francesco Andrioli. Dello stesso Fosconi anche il bel altare della Consolata (1739), mentre l'altare della SS. Trinità,opera dei fratelli Pischiutti, conserva la pala di Domenico Fabbris (XIX sec.) copia di quella del Pordenone, il cui originale è custodito nel Museo del Territorio.

Il pulpito e stato scolpito dai fratelli Rizzani di Cividale del Friuli. Alle pareti sei tele saldate che formano due trittici. Le due tele centrali, rappresentanti lo Sposalizio della Vergine e la Circoncisione di Gesù sono di Pomponio Amalteo (1549). Di Vincenzo Lugaro quelle laterali con a destra Mosè e Aronne e la Raccolta della manna e a sinistra Caino e Abele e il Sacrificio di Isacco, del 1625.

Altre tre tele di Valerio Graziano del 1615 circa con Orazione di Cristo nell'orto, Flagellazione, Ultima Cena. Una tela con Madonna con Bambino di Francesco da Milano del 1530 circa e di Giovan Battista Tiepolo tre bozzetti con Assunta, S. Giovanni Elemosiniere e Decollazione di Giovanni Battista.

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