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Codroipo - Villa Manin

A Passariano, località del comune di Codroipo in provincia di Udine, a 3 chilometri dal capoluogo, sorge la splendida Villa Manin, seconda per ampiezza di tutte le ville venete e la più nota tra quelle presenti in Friuli Venezia Giulia. Dal 1969 è proprietà della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia.

 

Il primo nucleo della costruzione risale al XVI secolo, quando Antonio Manin fece erigere a Passariano una casa padronale, sfruttando un edificio precedente che rimase inglobato nell’attuale barchessa di sinistra. Infatti, essendo Antonio Manin entrato in possesso della gastaldia di Sedegliano (1578), necessitava di una casa colonica in zona, più che altro di rappresentanza. I Manin accrebbero la propria importanza e potenza fino a svolgere un ruolo importante nel governo veneziano.

Secondo la tradizione fu un suo nipote, Lodovico I Manin, un secolo dopo, a portare una sostanziale trasformazione all'edificio, subendo influssi palladiani. Ed è anche probabile che egli si sia valso anche della consulenza di Baldassarre Longhena o di Giuseppe Sardi, zio di quel Domenico Rossi che sarà l’architetto che attuerà la graduale e definitiva sistemazione del complesso.

Sarà infatti la genialità del Rossi a creare l'esedra a ferro di cavallo, sopraelevando il nucleo centrale che diviene così dominante e grandioso. Carlo Goldoni la definì “soggiorno degno di un Re”. Fu la dimora dell’ultimo Doge di Venezia, Ludovico IV Manin (1725-1802), all’epoca della caduta della Repubblica ad opera di Napoleone Buonaparte, nel 1797.

Proprio qui Napoleone soggiornò per due mesi, durante le trattative con l’Austria per la cessione dei territori di Venezia, stipulati con la firma del Trattato di Campoformido (17 ottobre 1797). Passariano diventerà anche capoluogo di mandamento.

Al salone centrale, che si sviluppa per un'altezza di tre piani, si accede dall'ampia scalinata che degrada nel cortile d'onore chiuso anteriormente da un muretto, da cui si apre il maestoso ed elegante cancello in ferro battuto e bronzo.

La facciata posteriore della villa Manin spazia su un vasto parco realizzato secondo il gusto francese dove i verdi prati, le maestose piante, alcune assai rare e le tante fontane lo animano richiamando gli stilemi dell'arcadia.

Villa Manin non solo è importante come complesso architettonico ma anche perché all'interno conserva opere importanti del parigino Ludovico Dorigny che ha affrescato il soffitto della sala est nel 1708. Qui, in un tondo centrale, troviamo il Trionfo della primavera e nei quattro ovali minori che lo attorniano l'Allegoria dell'Amore, della Gloria, della Ricchezza e dell'Abbondanza.

Alle pareti in monocromo su sfondo dorato, scene di Apollo e Marte, Venere e Bacco, Giudizio di Paride, Pan e Siringa, tra le varie figure allegoriche. Nella Villa per il turista c'è anche una zona museale che consiste nell'armeria, con pezzi proveniente dal Museo dell'Armeria Antica che aveva già sede a Udine, sul colle del Castello, nella Casa della Contadinanza. Nelle varie sale con mobili d'epoca, si trova tra le altre la camera così detta di Napoleone, che come detto fu ospitato nella villa. Sono presenti altri dipinti provenienti dal Museo di Udine ed una collezione di antiche carrozze.

Villa Manin ospita l'importante Centro regionale per l'inventario e la catalogazione del patrimonio culturale ed ambientale del Friuli Venezia Giulia ed una scuola di restauro. Specie nella stagione estiva, diviene poi sede di prestigiosi concerti.

Cappella di Sant’Andrea

Presso Villa Manin si trova anche una cappella gentilizia, progettata sempre da Domenico Rossi, intitolata a Sant’Andrea. È a pianta ottagonale irregolare e sorge addossata alla barchessa sinistra.

La facciata ricorda lo stile palladiano. Adornano la cappella due grandi quadri monocromi dipinti dal veneziano Fontebasso, con scene della vita di Adamo ed Eva. Giuseppe Torretti ha aggiunto invece le decorazioni in marmo. Sempre a quest’ultimo si devono anche l'altare destro con il Miracolo di Sant'Antonio e quello sinistro con il Transito di San Giuseppe.

L'altare maggiore, invece fu eseguito dalla bottega del Marinali ed è adornato da una Madonna con Bambino affiancata dai Santi Ludovico e Andrea. Del Torretti lo scenografico velario, di grande effetto.

Nella magnifica Sacrestia, sempre del Torretti, troviamo inoltre un Crocifisso, una Madonna con Bambino e due pannelli: uno raffigurante l'Immacolata Concezione e l'altro L'Addolorata.

 

Il Parco

Circonda Villa Manin un ampio parco di circa 18 ettari. Il parco originale venne concepito da ignoto in stile francese, ispirato alla reggia di Versailles, con numerosi vialetti e passeggiate. In seguito, nel 1863 venne reinterpretato in chiave tardo-romantica da Pietro Quaglia. Soffrì durante la Seconda Guerra Mondiale quando la villa divenne sede del Comando Alleato Sudafricano.

Si trovano disseminati gli elementi decorativi tipici della tradizione classica ed arcadica. Ecco quindi, varie statue, il viale delle Erme, un tempietto neoclassico, rilievi necessariamente denominati Parnaso ed Etna. Qualche concessione anche al romanticismo con il viale delle Magnolie e quello delle Mimose, in cui si possono cogliere scorci suggestivi.

Le specie arboree sono molto varie e numerose, con esemplari di notevoli dimensioni, come un Tasso che conta più di duecento anni d’età. Troviamo ancora esemplari di Cedro Bianco della California, Pino Piangente dell’Himalaya, Sequoia Sempreverde, Abete del Caucaso.

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