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Arta Terme - Lo Stabilimento Termale

Il nome "acqua Pudia" deriva dal latino aqua putens, con cui venne indicata dai coloni romani stanziati a Julium Carnicum (52 a.C.), importante località posta presso la via del Norico. Già a quell’epoca, l'acqua termale era utilizzata per uso termale: sappiamo infatti che i romani amavano molto le terme.

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(Foto Comune di Arta Terme)

Testimonianza di questo utilizzo sono i risultati di alcuni scavi archeologici presso il comune di Zuglio, sorto sopra i resti dell'insediamento romano e probabilmente anche la vicinanza con cui fu fondata Zuglio. Tuttavia, il primo documento scritto che cita le terme risale al XV secolo.

Nel 1811 una prima analisi chimica mostrò la presenza di idrogeno solforato libero, elemento che si sviluppa a contatto con l’aria. Nel 1870 venne inaugurato il primo stabilimento termale, per opera di Giovanni Pellegrini. Divennero note in larga parte del nord Italia. Anche il Carducci vi soggiornò nel 1885.

Dopo la seconda guerra mondiale iniziò lo sviluppo di Arta Terme come località turistica. Lo stabilimento delle terme di Arta che vediamo oggi risale agli anni 1962-64 ed è un’opera del famoso architetto udinese Gino Valle. Nel 1967 le fu riconosciuto il titolo di stazione di cura e soggiorno.

Invece, le Nuove Terme risalgono agli anni 1983-87 e hanno sede in una zona nei pressi della Statale, oltre il torrente Bût.

Furono costruite su progetto degli architetti Glauco Ghisleri e Silvano Venier con l’ing. Carniello. Qui si trova il parco della Fonte Pudia, sorgente di acquasolfato-calcico-magnesiaco-solfurea, usata per bagni, fanghi, inalazioni e cure idropiniche.

 

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