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Udine - Oratorio della PuritÓ

L’Oratorio della Beata Vergine della Purità si trova in piazza del Duomo, prospicente all’ingresso nel lato sud della Cattedrale, all’angolo con via San Francesco. Nel 1680, per volere del conte Carlo Mantica, in questo luogo fu fatto erigere un teatro. In seguito, la vicinanza di un teatro con il Duomo non era vista di buon occhio e questo spinse il patriarca Daniele Delfino ad acquistarlo nel 1754 ed a trasformarlo in scuola di dottrina per giovinette. Venne incaricato della trasformazione dell’edificio, nel 1757, l’architetto Luca Andreoli, nipote del Luca Andreoli che lavorò in Duomo.

Il Patriarca incaricò poi Giambattista Tiepolo della decorazione, il quale realizzò qui uno dei suoi maggiori capolavori: il soffitto affrescato raffigurante l’Assunta, firmato e datato 1759 (nella foto a fianco tratta da Wikipedia). Sempe del Tiepolo è anche una pala dell’altare con soggetto la Vergine Immacolata. Gli affreschi monocromi che adornano le pareti sono del figlio Giandomenico e sono contemporanei alle opere del padre. A sinistra il fonte battesimale in pietra di Giovanni di Biagio da Zuglio, del 1480, che ne svolge la funzione anche per la Cattedrale.

L’Oratorio della Purità venne donato al Capitolo del Duomo e il 28 giugno 1760 fu consacrato dall’Arcivescovo di Udine, mons. Belgrado. Nella Seconda Guerra Mondiale, durante il bombardamento del 7 marzo 1945, il tetto venne perforato da uno spezzone incendiario che però fortunatamente si spense nel pavimento del primo piano. Negli anni Cinquanta del Novecento, alcune infiltrazioni d’acqua danneggiarono gli affreschi di Giandomenico, che vennero restaurati nel 1965, ponendoli su pannelli e ricollocandoli nella loro posizione nel 1969. Un generale restauro dell’oratorio della Purità si ebbe nel 1995.

Nella parte esterna dell’Oratorio, sul lato di Via S. Francesco si trova un’epigrafe a ricordo della prima conferenza della Società Vincenzo de’ Paoli, nel 1858.

 

Gli Affreschi della PuritÓ

Dopo aver terminato gli affreschi dell’Arcivescovado, il Tiepolo lascia Udine, per ritornarvi nel 1759, con il figlio Domenico, chiamato dal patriarca Daniele Delfino. In due mesi porta a termine il lavoro della Purità, affrescando il soffitto e dipingendo la pala all’altare maggiore.

La pittura è testimonianza di un momento felice nella tarda produzione tiepolesca forse dal gradimento che sempre accompagnò l’attività del pittore nei lavori eseguiti in terra friulana.

L’Assunta, datata e firmata, manifesta chiaramente la grande capacità tecnica acquisita dal Tiepolo, che può permettersi ogni raffinatezza del segno e del colore, tramite la sua abilità di orchestrare, con indubbia originalità compositiva, il vario bagaglio tipologico di cui è ricco il suo repertorio.

Nell’oratorio egli ha modo di sfidare le dimensioni ridotte dell’ambiente, condizionate inoltre dalla modesta altezza del soffitto. La ridotta distanza dell’occhio dell’osservatore induce infatti l’artista ad adeguare le dimensioni della composizione, per realizzare un efficace effetto prospettico.

Con le figure degli Apostoli costituisce un punto di riferimento in primo piano, che consente di svincolare dallo spazio la figura della Vergine, realizzata con aperture aeree e purezza disegnativa, e farla librare nell’aria, sospesa e valorizzata dalla scelta cromatica di indubbia efficacia: il luminoso biancore della veste contrapposto all’azzurrino del manto su uno sfondo costituito da un caldo giallo paglierino della nube. È un momento di sospesa poesia, di trepido rapimento, di profonda intimità.

Il figlio Giandomenico, da tempo collaboratore del padre, realizza i monocromi alle pareti della chiesa, illustrando parabole e fatti della vita di Cristo. Anche questi affreschi sono firmati e datati 1759.

La validità dell’opera nasce anche dall’aver saputo sostituire un forte realismo dato da un chiaroscuro marcato, più rispondente ad una funzione catechetica delle immagini, con un segno più delicato e vaporoso che si avvicinava invece al rapimento spirituale.

I soggetti della parte destra sono: Gesù tra i fanciulli; re Antioco condanna i sette fratelli; le fanciulle d’Israele muovono incontro a David vittorioso. Nella parete sinistra si trovavano: Nabucodonosor condanna i fanciulli alla fornace; Gesù tra i dottori del Tempio; Giacobbe benedice i figli; ingresso in Gerusalemme; i lupi divorano i fanciulli che insultano Elia.

 

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