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Pordenone e il secondo dopoguerra

A guerra finita i rancori si sopirono, si pensò a ricostruire e si guardo al futuro. Della rinascita di Pordenone sarà testimone la prima Fiera campionaria del 1947.

Pordenone geograficamente avvantaggiata rispetto alle altre zone del Friuli per la vicinanza delle regioni italiane già avanzate economicamente, realizzò nel suo entroterra una grande struttura produttiva. Piccole, medie e grandi industrie si svilupparono a ritmo serrato, soprattutto quelle meccaniche e degli elettrodomestici che hanno cambiato il volto della città nell’odierna Pordenone.

In pochi anni gli abitati da 25.0000 passano a 35.000, Pordenone è tutto un cantiere, per questi nuovi immigrati si costruiscono ben duemila abitazioni per quasi 20.000 vani; 4.000 vani si ricavano dagli edifici dagli edifici ristrutturati, 700 locali per le nuove attività.

Nel 1951 entra in funzione il primo nucleo del Centro Studi, in largo S. Giovanni. Se nel 1953-54 il Cotonificio Veneziano è costretto a licenziare mille operai, le imprese come la Savio, la Scala di Orcenigo, la Safop, la Zanette serramenti passano dalle centinaia alle migliaia di occupati, senza parlare della Zanussi che s’ingrandisce di giorno in giorno.

Nel 1955 l’aeroporto di Aviano diventò base americana e circa tremila tra aviatori e familiari americani vennero ad abitare nella zona. Essi hanno firmato una missione oltremare per tre anni che su domanda potevano diventare quattro. Queste persone servono anch’esse a portare le ultime novità del nuovo continente accrescendo lo sviluppo di nuove mentalità.

Il 28 marzo 1958 il ministro dell’Industria Gava senior viene ad inaugurare la linea della profusione lavatrici della Zanussi. È con orgoglio che Lino Zanussi presentò le cifre dell’azienda, dai due o tre garzoni del 1916 ad una cinquantina di operai nel 1925, ad un centinaio dieci anni dopo, a 250 nel 1946 e ai 1.600 nel 1958, aggiungendo che l’industria si sta affacciando sui mercati stranieri. Lino Zanussi fa dono al ministro del frigorifero n. 1.650.000. Nel 1960 entrarono in produzione i televisori.

 

 

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