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Pordenone italiana

Il 19 luglio 1866, agli ordini del generale Cialdini i soldati italiani entrarono a Pordenone. Il 21 ottobre si votò il plebiscito: voti favorevoli 2035, voti contrari nessuno. I voti della provincia di Udine che comprendeva anche il territorio dell’attuale provincia pordenonese furono 144.988 favorevoli e 36 contrari.

Una delegazione di Pordenone guidata dal giovane ed affermato giurista Pietro Ellero si recò a rendere omaggio al re Vittorio Emanuele II. Egli divenne poi Deputato e Senatore del Regno.

Commissario Regio per il Friuli venne nominato Quintino Sella, il quale favori la nascita della benemerita Società operaia di mutuo soccorso a cui poteva far parte qualunque cittadino maschio da 15 a 50 anni, purché vaccinato e di buona condotta. I promotori assicurarono che essa serviva ad incoraggiare le arti, a promuovere l’industria a cementare la fratellanza.

Nel 1888 si fondò la fabbrica di Birra Momi, diretta concorrente delle Birre Moretti e Dormisch di Udine: arrivava a commercializzare il suo prodotto in Friuli e nel Veneto con dei picchi produttivi all’inizio del secolo successivo che toccarono i 13 mila ettolitri l’anno. Purtroppo nel 1928 per la crisi di una banca locale la Momi chiuse i battenti. Altro evento importante per Pordenone fu l’illuminazione elettrica inaugurata in quello stesso anno. È una delle prime città italiane ad usufruirne.

 

 

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