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Pordenone - Il Novecento

Il Novecento italiano si apre con l’assassinio di Umberto I, alla memoria del quale Pordenone rese omaggio intitolandogli un viale della città.

Erano gli anni della “Belle Epoque”, quando i pordenonesi si recavano alla Birreria Momi in Piazza della Motta, dove, in un bel giardino abbellito da un’enorme pergola erano posti dei lunghi tavoli in cui godersi un buon boccale di birra.

Molti secoli dopo quel primo banchiere, l’ebreo Samuele, che nel 1399 ottenne licenza di prestare danari all’interesse di 5 piccoli al mese per ogni lira pordenonese, calcolato come prestatore d’opera e quindi dichiarato “libero da ogni fazione e angheria, il credito a supporto dell’economia comincia a svilupparsi nella zona.

La più antica banca del pordenonese è quella di Pravisdomini, fondata nel 1884 e seguita da quelle di San Giorgio della Richinvelda nel 1891 e da quelle di Valvasone e Azzano Decimo nel 1895. Nel 1896 apre a Spilimbergo la banca privata Tamai.

A Pordenone nasce nel 1904 la Cassa deposi e prestiti S. Giuseppe che verrà incorporata nella Banca Popolare di Pordenone nel 1968. A Torre nel 1905 viene costituita la Cassa operaia agricola. Nel 1911 inizia l’attività la Banca Popolare di Pordenone. Nel 1921 arrivano da Udine la Cassa di Risparmio e la Banca del Friuli. Quest’ultima apre numerosi sportelli nei più importanti paesi della zona. Nel 1930 arriva la Banca Cattolica e nel 1936 la Banca Commerciale.

Pordenone si prepara ad affrontare le sfide del nuovo secolo. Nel 1908 si stabilisce di demolire, ciò che rimane dell’antica porta Bossina o Trevisana. Nel 1910 alla Comina viene aperta la prima scuola in Italia di Piloti di volo: giovani impavidi che divennero autori di gesta eroiche nella prima guerra mondiale. Nel censimento del 1911 la città contava 16.235 abitanti. Nel 1912 s’inaugura la caserma di Cavalleria.

Nel 1914 viene terminato finalmente il campanile del Duomo e arrivano in città anche le autocorriere della Società Servizi Automobilisti di Puppin che collegherà parecchi paesi. In quei periodi furoreggiava il teatro Sociale con i suoi magnifici balli dove piloti e cavalleggeri gareggiavano nell’eleganza. L’aumento demografico accelerato alterò ulteriormente la fisionomia della città gettando le basi per quella attuale.

In questa visione di progresso e prosperità irrompono i colpi di pistola che uccidono Francesco Ferdinando e la Belle Epoque.

 

 

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