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Sacile - L'epoca medioevale

Così il confine del Ducato del Friuli fu spostato dal Tagliamento al Livenza. Il 29 gennaio 1190 il patriarca di Aquileia Gotifredo (1182 - † 1194 c.) volle che la città di Sacile fosse libera e chi vi abitava potesse liberamente possedere e vendere i propri beni, concedendole le libertà municipali.

Alle sue vicende parteciparono anche i da Romano e i da Camino. Un certo rilievo politico assunsero sul finire del XII secolo Corrado e Ardemaro di Sacile, i cui discendenti assunsero poi il cognome di Polizza.

Un fortilizio, noto poi come Castel Vecchio, fu costruito sopra un’isola del Livenza per difendere ancor più il transito e il commercio del porto, sempre più intenso. Le navi arrivavano sino alla piazza, che dal 1246 fu chiamata “Porto” e poi conosciuta come Torre dell’orologio.

Tra il 1200 e il 1400 si ebbero numerose guerre con protagonisti i Sacilesi, principalmente quelle contro i da Camino, i Trevigiani, i Patriarchi, fino a quando intervenirono i Conti di Gorizia che neutralizzarono i da Camino (1330) e ridettero Sacile al Patriarcato.

Per l’elezione di un Patriarca voluto dal papa ma osteggiato dai nobili friulani, si scatenò una guerra che da una parte vide alcuni feudatari appoggiati dai Veneziani e dagli Scaligeri e dall’altra i feudatari favorevoli al Patriarca, tra cui i da Carrara che conquistarono Sacile, dopo un breve assedio, il 12 settembre 1387, tenendola però per poco tempo.

 

 

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