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Marano Lagunare - Il ritorno all'Italia di Marano Lagunare

Al ripetersi dell'ennesima epidemia, nel 1886, il sindaco Rinaldo Olivotto prese delle contromisure. Chiese ed ottenne nel 1889 di abbattere le mura per favorire la salubrità dell'aria e lo smaltimento delle acque stagnanti, infiltrate da sostanze generate dalla decomposizione dei rifiuti. Promosse anche la fondazione della pescheria e del nuovo acquedotto.

Nell'abbattimento delle mura furono rinvenuti i resti di una chiesa, probabilmente paleocristiana. Purtroppo le urgenze sociali dell'epoca costrinsero a costruire sopra questi resti delle case popolari, perdendo queste preziose testimonianze.

Il 22 gennaio 1899 vennero fissate dal comune le regole della pesca. Dove c’erano i resti del Bastione Sant’Antonio delle mura, venne creata un’ìndustria conserviera di pesce. Questa venne acquistata nel 1912 da Aurelio Malignani che la potenziò e nel 1938 da Igino Mazzola, che costruirà anche una flotta per la pesca d’altura. Nascerà così la fabbrica Maruzzella, che proseguirà la sua attività fino al 2011.

Parallelamente allo stabilimento si è sviluppata l’attività di pesca autonoma, facendo di Marano Lagunare uno dei più importanti porti per la pesca nell’alto Adriatico.

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