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Marano Lagunare - Il Medioevo

Il 13 luglio 1031 con un documento il Patriarca Poppo annunciò di aver costituito cinquanta benefici corali per provvedere al sostentamento decoroso del Capitolo di Aquileia fra i quali è nominato anche Marano. Egli riconobbe che Marano era centro di primaria importanza per la difesa del suo territorio dagli attacchi che venivano dal mare. La abbellì e la munì di poderose mura che per secoli la resero inespugnabile.

Marano si rese Comunità (senza però avere voce nel Parlamento Friulano) ed i patriarchi vi tenevano un Podestà che era coadiuvato da un Consiglio Popolare. Lunghe furono le lotte tra il Patriarcato e Venezia per il possesso di Marano.

Nel 1217 la rocca fu rovinata dai Veneti per i quali rappresentava un serio pericolo. Le distruzioni si rinnovarono nel 1254 e in conseguenza il Patriarca Gregorio da Montelongo venne in soccorso ai Maranesi. Nel 1287 Marano cadde in possesso dei Veneziani, passando in feudo ad Artico di Castello. Ritornò poi al Patriarcato.

Marano cominciò a passare da un signore all’altro anche perché i proventi delle saline invogliavano al suo possesso. Per questo motivo il Patriarca Ottobono de’ Razzi inviò un forte contingente di truppe a sua difesa (1307). Analoghe precauzioni si adottarono anche nel 1378.

Il 1° novembre 1379 a Udine si seppe che tredici galee genovesi erano giunte a Marano per rifornirsi di viveri, il consiglio cittadino deliberò che Federico Savorgnano con altri due accompagnassero il Patriarca sino a quel luogo per indurre i mercanti a dare ai genovesi quanto occorreva e a giusto prezzo.

L’importanza di Marano non era solo quella di essere un opportuno porto di rifornimenti, ma anche nel servire al controllo del mare. Sappiamo infatti che nel 1380 due galeotte genovesi incrociavano l’una a Marano, l’altra a Muggia le acque del golfo.

Marano partecipò alle lotte durante il Patriarcato di Filippo d’Alençon (1385). Anche Udine s’interessò alla sua sorte e nel 1403 v’inviò schiere d’armati, cercando poi nel 1409 di convincere la Comunità a ritornare sotto il Patriarca.

Marano invece il 1411 inalberò il vessillo imperiale. Nel 1420 si ebbe la presa da parte della Repubblica di S. Marco di questa rocca tanto agognata.

La Serenissima riconobbe gli statuti e i privilegi di Marano e riconoscendo l’importanza, vi inviò un Provveditore scelto tra il patriziato veneto.

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