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Pordenone - Il Duomo

A sinistra del Palazzo Comunale, in Piazza San Marco a Pordenone, sorge il Duomo, intitolato a San Marco. È la chiesa principale di Pordenone, sia per la mole, sia per le opere d’arte che contiene.

Venne eretto dopo la metà del Duecento e compiuto nel 1278, quando per decreto del vescovo Fulcherio divenne chiesa matrice al posto di quella del vicino paese di Torre. Pochi i resti della antica costruzione gotica, rilevabili all’esterno, dove si vedono elementi decorativi, finestroni murati ed una splendida struttura nella superficie curva nella cupola, che risale probabilmente alla fine del Trecento.

Duomo di Pordenone (Foto Wikipedia)

Col passare degli anni subì profonde modifiche poi, nel 1719, Domenico Rossi diede inizio all’opera di rimodernamento, proseguita anche dopo la sua morte.

Questa ristrutturazione originariamente prevedeva un unico vano con sei cappelle laterali, ma il progetto del geniale ideatore, venne alterato. La facciata rimase incompiuta e nell’Ottocento le vennero addossate delle tozze colonne. Nel 1974 venne elevato a chiesa Concattedrale ed in seguito fu oggetto di restauro.

Le colonne ottocentesche quasi incorniciano il Portale Maggiore che è datato 1511. È una delle opere maggiori e più belle dell’ottimo lapicida Antonio Pilacorte da Carona (Canton Ticino 1484-1531), che molto operò in regione.

La sua è un’esecuzione accurata delle statue poste nell’archivolto: San Marco, protettore della città, e titolare della chiesa con ai lati Angeli, mentre nella lunetta la figura di Cristo.

Interessante anche la sua decorazione dell’architrave, dei capitelli, e degli stipiti dove sono scolpiti ornati e fogliami, con la raffigurazione dei segni dello Zodiaco. È un occasione data all’artista per dar libero sfogo alla sua inventiva e fantasia.

 

L’interno del Duomo

L’interno del Duomo ha una navata nella quale si aprono profonde cappelle, un transetto e tre absidi. L’acquasantiera del 1508, opera del Pilacorte, è massiccia con coppa intagliata a giragli.

Il primo altare accoglie un dipinto del Pordenone raffigurante la Madonna della Misericordia (Sacra Famiglia e S. Cristoforo), risalente al 1515. Grande capolavoro d’arte veneta, universalmente riconosciuto, dimostrazione della grande tecnica acquisita dall’artista.

Il dipinto ricorda la maniera poetica del Giorgione, di cui l’artista era ammiratore ed in contatto. La composizione, perfettamente equilibrata, nel rapporto personaggi-ambiente, smagliante nel colore, reca sullo sfondo un paesaggio veneto.

Al centro la Vergine con il committente ed i suoi famigliari inginocchiati ai suoi piedi, a destra l’umanissima e dolce figura di S. Giuseppe, a sinistra quella possente di S. Cristoforo che regge sulle spalle il Bambino

Nel terzo altare pala S. Francesco fra i Ss. S. Giovanni Battista e Daniele, del vicentino Marcello Fogolino (1480- dopo 1548).e dello stesso Madonna con Bambino in trono.

Nella navata destra del Duomo sono stati scoperti alcuni anni fa alcuni affreschi rappresentanti S. Cristoforo, il Bambino, alcuni Santi del sec. XIV.

Nel grande pilastro di destra, prima del transetto, oltre ad una Madonna con Bambino e ad un S. Erasmo (1524), è raffigurato uno splendido San Rocco (1523), che si vuole sia l’autoritratto di Giovanni Antonio da Pordenone. È una delle figure più riuscite del maestro.

Sul basamento un graffito datato 1523 ricorda un curioso fatto di cronaca: il 2 novembre di tale anno ci fu una tale abbondanza di neve che i pordenonesi furono costretti a spalarla dai tetti per evitare che l’eccessivo peso potesse sfondarli.

All’inizio del transetto, a destra, la cappella Mantica contiene altri affreschi del pordenonese Giovanni Maria Zaffoni detto il Calderari (1500-1564 o 1570). Egli dipinse nel 1554-55 nelle vele della volta la “Storia della Vergine”.

Nelle lunette incontriamo “L’infanzia di Cristo”, mentre nelle pareti: “Discesa dello Spirito Santo”, “Cristo tra i Dottori”, “Ascensione”, “Cristo in Emmaus”, “Noli me tangere”, “Assunzione” e “Visitazione”.

All’altare troviamo il dipinto “Riposo nella Fuga in Egitto” di Pomponio Amalteo, del 1546. Nella parete destra si trova grande crocifisso ligneo del cinquecento attribuito a Domenico da Tolmezzo a del Pilacorte.

Pomponio Amalteo: Riposo nella fuga in Egitto

 

All’interno della cappella dei Santi Pietro e Paolo, pochi anni fa sono stati messi alla luce alcuni affreschi attribuiti a Gentile da Fabriano (1370 - 1427), considerato uno dei maggiori pittori italiani del XV secolo, raffiguranti delle vedute architettoniche

Nell’abside di destra del Duomo si trova la cappella di S. Nicolò, che fu affrescata presumibilmente da un certo Dario da Treviso (o da Pordenone) intorno al 1455. Sulle pareti sono raffigurate storie di S. Nicolò, mentre, nella volta, entro tondi sostenuti da Angeli vediamo rappresentati quattro Dottori della Chiesa.

Nell’altare maggiore troviamo una pala che ha come soggetto S. Marco con Cristo e i Ss. Sebastiano, Battista, Girolamo e Alessandro. Grande opera del Pordenone iniziata nel 1535 e purtroppo incompiuta.

Nel terzo altare a sinistra pala raffigurante Ss. Biagio e Apollonia di Marcello Fogolino (1523).

Tra il primo e il secondo altare a sinistra fonte battesimale del Pilacorte 1506), sulla cupola del quale è posta la figurina di S. Giovanni Battista.

Vi sono altre opere all’interno del Duomo: pala dell’Istituzione dell’Eucarestia del Calderari datata al 1547; un S. Girolamo di Domenico Tintoretto del 1595 ca.; un dipinto raffigurante la Madonna in gloria tra i santi Agostino e Monica, di Pietro Vecchia, databile 1672; un S. Vincenzo Ferreri di Giambettino Cignaroli, opera del 1738.

Nella sacrestia si trova un affresco datato 1505 raffigurante la Resurrezione, firmato G S. Si ritiene che sia la prima opera di Giovanni Sacchiense, allora diciannovenne. Secondo Giuseppe Bergamini va invece attribuita ad un ignoto pittore friulano.

Infine, nel tesoro del Duomo, sono presenti 16 preziosi reliquari del sec. XIII-XVI.

 

Il Campanile di San Marco

Presso il Duomo sorge il Campanile di San Marco. Realizzato in mattoni a vista, termina con una cuspide su base ottagonale. Svetta così con i suoi 72.60 m sulla città, rappresentando uno dei simboli di Pordenone. Dallo stile architettonico romanico-gotico, è considerato tra i più belli d’Italia.

 

Campanile del Duomo (foto Wikipedia)

La sua costruzione iniziò nel 1291, per sostituirne uno precedente, che si pensa fosse nella cappella di sinistra del Duomo, e venne terminato nel 1347. Il campanile di San Marco venne inaugurato il 15 marzo 1647. Fu in seguito più volte restaurato, sino al recente intervento del 1992.

Con l’elevazione di Pordenone a chiesa Concattedrale della diocesi di Concordia-Pordenone, nel 1974 venne adeguato, come da tradizione, il concerto di campane.

 

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