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Aquileia - L’età Imperiale

Augusto dopo aver sconfitto Antonio ad Anzio, divenuto imperatore, voleva portare i confini di Roma fino al Danubio; egli ebbe sempre molto interesse per Aquileia e per tali scopi voleva collegarla con una degna rete stradale. Il suo esempio fu poi seguito dagli altri imperatori. Oltre a queste importanti vie bisogna ricordare anche quella del mare.

Ricostruzione ipotetica dell’anfiteatro (IV secolo) e scorcio della zona suburbana occidentale
 (IV sec d.C) (Foto www.fondazioneaquileia.it)

 

Il Natissa (Natisone) che oggi scorre a NO della città, a quei tempi era navigabile anche per grossi carichi, al dire dello storico Strabone era lungo circa 12 km. sino alla foce. Una notevole portata d’acqua lambiva le mura della città. Quando Augusto estese i suoi confini dell’impero sino al Danubio, Aquileia, oltre l’importanza militare per cui era stata costruita, divenne un polo commerciale, e poi capitale della decima regione “Venethia et Histria”. Fu un centro di prim’ordine di tutta l’Italia settentrionale; gli antichi scrittori romani l’appellarono “famosissima, chiarissima città”, emporio principe dell’alto Adriatico.

La sua ricchezza la deve alle grandi via consolari di cui faceva capo. Ad Aquileia l’ambra veniva lavorata ed esportata. Il vino prodotto nelle campagne, molto rinomato, piaceva molto a Livia, moglie di Augusto, al quale attribuì a ciò la sua longevità. Attraverso queste vie esso andava ad allietare le legioni che si trovano in continua lotta ai limiti dell’impero, inoltre una gran parte veniva portata a Roma. Durante le campagne militari verso l’Europa orientale, gli imperatori romani posero qui il loro quartier generale, ed allora arrivarono mercanti e gente di ogni razza, portando ricchezze e tesori, ponendola commercialmente al secondo posto dopo Roma.

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