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Trieste - L'occupazione Alleata a Trieste

L’insurrezione popolare del 30 aprile 1945, contribuì a salvare dalla distruzione il porto e le attrezzature industriali, ma non riuscì a cacciare i nazisti prima dell’arrivo delle truppe jugoslave (I maggio). 
Seguì un periodo confuso in cui la città, sebbene presidiata dagli alleati occidentali, fu governata dagli jugoslavi che miravano a porre le premesse per l’unione alla Repubblica federale jugoslava. Avvennero allora fatti di estrema gravità; arresti, deportazioni, uccisioni, repressione sanguinosa di un pacifica dimostrazione di italianità: azione che non è possibile far rientrare nel quadro della lotta antifascista. In questa parentesi si ebbe il triste fatto delle foibe, cavità del Carso che vennero utilizzate per far sparire al loro interno cadaveri e persone che per funzioni svolte o idee patriotiche rappresentavano un ostacolo al processo di inglobazione di Trieste alla Jugoslavia.
Il 12 giugno le truppe jugoslave lasciarono la città in seguito ad un accordo concluso con gli alleati tenendo conto di motivi di carattere militare. La città ed una stretta fascia di territorio furono sottoposte all’amministrazione militare alleata (Gma) il resto della provincia e l’Istria restarono agli jugoslavi.
Trieste si fu allora a trovare al limite contrastato di incontro degli interessi di due gruppi di forze politco-militari, gli alleati occidentali e la Jugoslavia, elemento di punta della pressione sovietica. La soluzione del “Problema Trieste” divenne una delle questioni più difficili e complesse da risolvere nel quadro dei rapporti tra le potenze vincitrici. 
Nonostante la maggioranza della popolazione avesse espresso in più occasioni e con chiarezza la volontà di rimanere unita all’Italia, il trattato di pace di Parigi del 10 settembre 1947 istituì il Territorio Libero di Trieste, che comprendeva la città ed una striscia di territorio costiero di varia profondità da Duino al fiume Quito in Istria. 
Il Territorio Libero non fu mai costituito ne di fatto ne di diritto ma la cosiddetta zona A (Trieste e dintorni) restò al Gma, mentre la parte istriana (zona B) restò all’amministrazione jugoslava.

 

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