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Trieste - Le invasioni barbariche a Trieste

Con la caduta dell’Impero d’Occidente iniziarono le invasioni barbariche che crearono gravi danni e devastarono intere zone, uccidendo e facendo prigionieri migliaia di abitanti. Per fortuna, Trieste non fu assalita nelle prime invasioni, oltre che per la sua posizione, anche perché Aquileia, soprannominata la “seconda Roma”, era una preda più appetibile, per Attila, il flagello di Dio. Egli prese la via della pianura e dopo un lungo assedio, la distrusse.

Più tardi, gli Ostrogoti presero Trieste ma si comportarono con mitezza, e rimasero dal 493 al 539. Quindi seguirono i Bizantini che rimasero dal 539 al 752; per un breve periodo ritornò ai Goti, ma Belisario e poi nel 552 Narsete la riconquistarono per l’impero d’Oriente. I Bizantini rispettarono l’ordinamento romano della città e la difesero dalla furia vandalica dei Longobardi nel 568 che la incendiarono e la saccheggiarono, ma furono respinti.

Gli Slavi avevano fatto la loro apparizione alla fine de IV secolo ma furono ricacciati tutte due le volte in cui si affacciarono. Così avvenne nel 611, e fu proprio allora data origine alla creazione del “Numerus Tergestinus” che legava in armi la cittadinanza intera. Trieste fu quindi definitivamente occupata dai Longobardi che la eressero a ducato e vi rimasero dal 752 al 790 circa. Fu un triste periodo.

La voce di un grande triestino, Giovanni, patriarca di Grado, suonò solenne ed accorata presso il pontefice Stefano IV perché nella pronunciata formazione di un grande Stato Romano sotto l’egida di Carlo Magno (789), Trieste vi fosse compresa e così liberata con l’Istria dal giogo dei longobardi.

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