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Trieste - Il Cristianesimo

Nel territorio di Aquileia incominciò a diffondersi il cristianesimo e più tardi si diffuse anche a Trieste, ma non si hanno notizie precise. Il primo martire triestino sembra sia stato un vecchio diacono di nome Lazzaro sotto il questore Pompeo, ai tempi di Antonino Pio.

Nel 151 segui il giovane Apollinare mandato la martirio dal pretore Lucio. Il 17 novembre 256 furono martirizzate le vergini Eufemia e Tecla. La prima fu accusata dallo stesso sposo al quale aveva negato amore perché pagano. Il supplizio coinvolse pure la sorella.

Nel 284, sotto Numeriano, fu martirizzato il giovane Servolo che abitava in una grotta oggi a lui dedicata. Un’altra vergine, Giustina, fu accusata anch’essa dal suo stesso sposo ripudiato, andò incontro alla stessa sorte. Intanto nell’antica Cilicia moriva per la fede Sergio, il legionario che era venuto a Trieste ed era stato tribuno della XV Legione “Apollinare” dove molti tergestini avevano militato.

Egli aveva conosciuto la comunità cristiana della città ed aveva promesso un segno alla sua presentita morte per supplizio. E questo segno fu immaginato in un’alabarda piovuta dal cielo ed assunta poi ad emblema cittadino.

Un’altra vittima fu il nobile Giusto che nel 303 fu gettato nelle acque del golfo con le mani e i piedi avvinti in ceppi di piombo. Ma il giorno dopo il cadavere riaffiorò, prodigiosamente liberato, presso la riva Gramula, dei compagni di fede lo raccolsero con affettuosa venerazione. Il ricordo dell’ultimo martire rimase nella memoria cittadina a simbolo di tutti coloro che lo precedettero ed egli salì perciò a patrono di Trieste.

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