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Trieste - Castello di San Giusto

Il Castello di San Giusto sorge nel lato est della Piazza della Cattedrale, nel punto più alto del colle, dove molto probabilmente c’era un castelliere.

Della prima rocca fortificata si hanno notizie sin. dal 1253. Sopra questa rocca, quasi distrutta, i Veneziani, che avevano occupato la città nel 1368, iniziarono la costruzione del castello nel 1371. Ad esso fu collegato un altro castello costruito negli stessi anni, vicino al mare unendo le tre torri con l’esistente muraglia.

Questi due castelli ebbero vita breve e furono distrutti dai Triestini. L’arciduca Federico III che aveva ristabilito con lotte cruente il dominio su Trieste ordinò, che ne fosse eretto un altro a spese della città. La torre quadrata e l’edificio a fianco dove ha sede il Museo risale al 1470. Venne poi continuato dai Veneziani nel 1508 costruendo il bastione rotondo intorno al all’edificio.

Tornata all’Austria, nell’anno seguente fu ampliato in direzione sud dall’architetto triestino Gerolamo Decio). Nel XVI sec. fu compiuto il grande sperone che si estende dietro S. Giusto detto Hoyos, dal nome del capitano Giovani Hoyos che commissionò il bastione a Domenico Lalio architetto austriaco nome con cui il bastione è anche chiamato. Vi lavorarono inoltre i triestini fratelli Baldissera.

Lavori minori si fecero nel 1615. Fu dato l’incarico di finirlo all’architetto Pietro de Pomis che lo completò l’intorno al 1650. Lo fece a pianta triangolare con bastioni ai vertici: la Rotonda Veneziana (1508), il Bastione Lalio (metà del ‘500), il Bastione de Pomis (1630).

Sino al 1770 il Castello di San Giusto fu residenza dei capitani e governatori di Trieste. I Francesi nel 1813 lo difesero contro la coalizione anglo-franco-napoletana giunta con navi, cannoneggiandole anche dal campanile di S. Giusto.

Persa negli anni ogni importanza bellica, il Castello venne trasformato in caserma e deposito militare. La questione della proprietà del castello venne risolta, dopo annose polemiche, nel 1930 quando divenne proprietà del Comune.

Da allora si studiarono i modi per renderlo utile alla popolazione e luogo di grande attrattiva per i turisti. Dopo i restauri venne allogato il Museo Civico e nel Bastione Lario il Lapidario Tergestino aperto nell’aprile del 2001. Attraversando il rifatto ponte levatoio si entra in un atrio, dove ci sono delle colubrine (come quelle successive) provenienti dal distrutto castello di Moccò.

Alle pareti sono murate tre lapidi: una col Leone di S. Marco e due con gli stemmi dei capitani veneziani Nicolò Erizzo e Alessandro Viaro. Inoltre, stemmi delle 13 “casade” triestine, un resto di affresco sotto vetro e quanto rimane dell’originaria decorazione. Di fronte al portone d’ingresso si sale alla Rotonda Veneziana da dove si gode uno stupendo panorama.

Dall’atrio si passa in un ambiente nel quale si apre a sinistra la Sala del Corpo di Guardia dove vi sono alabarde, un quadro si scuola veneziana del sec. XV, due colubrine cinquecentesche e mobilio del Trecento. Di fronte ingresso al Museo Civico del Castello di San Giusto.

Usciti dal museo, sulla destra si trova il Cortile delle Milizie, ampio spazio chiuso dalle mura e dai bastioni, ora adibito a teatro all’aperto. Interessanti lapidi sono sparse dovunque, vi sono inoltre sei vere da pozzo seicentesche. Appena entrati nel cortile vicino all’ingresso del sotterraneo Lato (non visitabile), si trova la scaletta che sale ai camminamenti fra i bastioni da dove si gode belle vedute della città. In fondo, presso l’ingresso alla Bottega del Vino, lapide metrica che serviva per la misurazione ufficiale dei tessuti.

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