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Zoppola (PN)

Storia di Zoppola

Il territorio di Zoppola, comune in provincia di Pordenone, come del resto tutta la regione, subì numerose invasioni di barbari. Da questo si vuol far risalire il nome di Zoppola, cioè dal latino Jabula: posto militare di segnalazione luminosa. Secondo altri studiosi, lo si ritiene un diminutivo in -olu dal friulano ciaup “truogolo”. La Villa di Zaupola viene nominata sin dal 1103.

In epoca imprecisata fu costruito il castello e nel 1345 i suoi signori lo cedettero a Bianchino di Porcia. Nel 1390 divenne proprietà, insieme a quello di Torre, di Giovanni di Ragogna che aveva rinunciato poi a favore del Patriarca di Aquileia ad altri beni della sua famiglia. Venne poi ceduto a Riccardo Valvasone.

Sul castello incominciarono a vantare diritti Nadalino e Francesco Panciera fratelli del Patriarca Antonio Panciera (1401- 1409). Nella lite che seguì col Valvasone essi ebbero ragione. La nobile famiglia Panciera poi entrò nel Parlamento Friulano. Siccome il maniero era in pianura in posizione favorevole, fu rinforzato e ben munito.

Zoppola segui le sorti dei vari comuni della zona. Passò dal governo di Venezia, ai francesi, fino a quello austriaco e quindi, nel 1866, ci fu l’annessione, con il Friuli Occidentale, al Regno d’Italia.

 

 

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