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Verzegnis (UD)

Verzegnis - Storia

Il nome di Verzegnis, come per altri comuni del Friuli ha un significato collettivo e non indica una determinata località, bensì un complesso di borgate. Tra le pievi più antiche è ricordata quella di S. Martino (1072) che si formò per le mutate condizioni sociali e l’aumento della popolazione, staccandosi dalla pieve matrice di S. Maria oltre Bût.

Essendo un po’ isolata e lontano dai traffici, rimase unita sino a pochi decenni fa quando la villa di Chiaicis fu fatta parrocchia. Probabilmente a Verzegnis si ebbe un fortilizio romano. Nel 1200 nei pressi, di Villa, sopra un colle, si costruì un castello che venne ampliato dal Patriarca Raimondo della Torre, nel 1297, prendendo il nome di Castel Raimondo.

Nel 1337 scoppiò una grossa lite per il suo possesso tra i consorti di Forgaria ed Endreguzio di Villalta fu scelto come arbitro. Dopo due lustri Federico di Castel Raimondo venne accolto nella cittadinanza di Gemona. Durante le lotte sorte con San Daniele e i Savorgnan, i signori di Castel Raimondo non vollero sottomettersi alle disposizioni patriarcali, per cui il maniero fu preso e distrutto da Bertrando di S. Genesio (1339) e la famiglia perdette i suoi beni.

Venne in seguito ricostruito ed il castello risorse, ma per nuove liti col Patriarca fu definitivamente abbattuto. Seguì le vicende del resto della Carnia, passando al governo veneziano nel 1420. Nel 1797, con il trattato di Campoformido divenne, come tutto il territorio, possedimento austriaco, fino al 1866, quando si ricongiunse al Regno d’Italia.

Nel 1878 si verificò un episodio di suggestione collettiva, passato poi alla storia come il fatto delle “indemoniate di Verzegnis”. Si protrasse per circa un anno, facendo eco a livello nazionale.

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