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Varmo (UD)

Storia di Varmo

Il nome di Varmo, comune in provincia di Udine, proviene dalla base pre-latina “vara” con suffisso -mo, indicante acqua. Plinio, nella sua Naturalis Historia cita il fiume Varmo, chiamato all’epoca Varamus.

Nel territorio del comune di Varmo si ebbero insediamenti umani sin dall’epoca preistorica, nell’età del bronzo e del ferro. Successivamente vi si stabilirono i romani anche se non si hanno documenti diretti e anche i resti sono scarsi, in quanto le alluvioni del Tagliamento hanno sommerso molte testimonianze. Qualche raro reperto ricorda la presenza longobarda.

Le ripetute e devastanti invasioni ungare del IX e X secolo spopolarono la zona, che venne ripopolata dai patriarchi con coloni di origine slava, che la toponomastica ben rappresenta. Le prime notizie dell’abitato di Varmo sono all’incirca del 1000, quando sorsero sulla sinistra del Tagliamento due castelli di tal nome: il Varmo Superiore e il Varmo Inferiore, appartenenti a due famiglie distinte.

Questi castelli facevano parte con molti altri del complesso difensivo della Via Crescentia, strada che correva lungo la riva sinistra del Tagliamento e portava al mare. Questa via era protetta da numerosi insediamenti dei cavalieri dell’ordine Teutonico e Templare, perché conduceva agli imbarchi che i nobili tedeschi utilizzavano per raggiungere la Terra Santa.

Al castello Superiore si accedeva per un ponte levatoio e possedeva alcuni recinti merlati, intramezzati da torrette, con al centro l’edificio principale con torre. Inizialmente appartenuto ai signori di Pers, fu infeudato ai signori di San Daniele nel 1356 che acquisirono, pur non essendo parenti, il nome di Varmo di Sopra.

Il castello Inferiore appartenne alla nobile casata dei Varmo di Sotto che con Asquino II nel 1275 divennero anche signori di Pers. Questo castello aveva una forma quadrata con torri agli angoli e nel mezzo un solido edificio.

Entrambe le famiglie ebbero seggio nel Parlamento Friulano però non sempre andarono d’accordo. Così nel 1420 quelli di Sopra si allearono a Venezia, mentre quelli di Sotto rimasero fedeli al Patriarca Lodovico di Teck, che in seguito conquistò il castello Superiore e lo diede alle fiamme.

Questo venne in seguito ricostruito e con l’arrivo del governo veneziano furono i Varmo di Sopra ad essere premiati tanto che poi la famiglia nel 1777 ebbe il titolo di conte. Il ramo di Sotto, a cui appartenne anche il famoso poeta Ciro di Pers (1599-1663), si estinse nel 1802.

I castelli furono distrutti da una rovinosa piena del Tagliamento del 1596 che abbatté entrambi i manieri. La distruzione fu definitiva con l’inondazione del 1692.

Nel territorio di Varmo però ci furono anche altre presenze nobili. Il Castello di Belgrado era un tempo possesso dei Conti di Gorizia ai quali subentrò nel 1468 la contessa Caterina de Cilly. La dimora venne poi acquistata dai discendenti di Giorgio despota di Serbia e vi dimorò il figlio Stefano, acciecato dai Turchi. Nel 1515 fu dato in premio a Girolamo Savorgnan per i successi militari ottenuti a vantaggio di Venezia. Aveva giurisdizione su settanta borghi e villaggi, che mantenne sino al 1797.

Vi mantenne a lungo il suo potere anche un ramo dell’antica famiglia degli Ungrispach, che ebbe in feudo Madrisio, di cui prese poi il nome ed è l’unico oggi sopravvissuto con il cognome Madrisotti. Gradiscutta invece appartenne sempre al dominio asburgico.

Con il trattato di Campoformido del 1797, Napoleone consegnò la repubblica di Venezia all’Austria, che, salvo il periodo del Regno Italico francese, governò fino al 1866, quando il Friuli occidentale si ricongiunse al Regno d’Italia.

Oggi l’economia e prettamente agricola anche se non mancano aziende nell’ambito artigianale e dei servizi.

 

 

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