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Turriaco (GO)

Turriaco - Storia

Il toponimo deriva dal nome prediale in -acu da turrius o da thorius e l’origine è probabilmente celtica o romana di questo Comune, che è posto poco lontano della riva sinistra dell’Isonzo, alla confluenza col Fiume Torre.

Alcuni reperti risalenti all’VIII secolo a.C., rivelano una certa attività umana nella zona. Scarse sono le notizie sull’epoca romana, nella quale comunque, ci fu nel territorio una qualche attività. Il primo documento che cita questa località risale al 1267, quando il Patriarca Gregorio di Montelongo investe alcuni nobili dei beni di questo luogo. La storia di Turriaco si identifica sostanzialmente con quella di Monfalcone.

Appartenente al Patriarcato di Aquileia fino al 1420, entrò a far parte del dominio veneziano. Nel Quattrocento passarono anche di qui i Turchi che invasero la regione nel 1472, 1477, 1479, 1499. Durante la guerra tra Venezia e l’Impero del 1508, questo territorio fu teatro di numerosi scontri, fino alla pace di Verona del 2 gennaio 1520. Nel 1617 fu fatto costruire da Venezia un ponte sull’Isonzo, con funzioni soprattutto militari. Venne però distrutto pochi anni dopo da un conte ribelle alla Serenissima. In mancanza del ponte c’era un servizio di traghetto che era gestito dai conti Priuli, che ne ricevevano il pedaggio.

Venezia regnò su Turriaco fino al trattato di Campoformido del 1797, a seguito del quale Napoleone consegnò la repubblica di Venezia all’Austria. Essendo territorio di confine, all’epoca napoleonica vide il transito di numerose truppe, durante la parentesi francese del Regno Italico, fino al ritorno degli Austriaci.

Nel 1836 ci fu una grave epidemia di colera che indusse la popolazione a fare un voto di visita al Santuario della Madonna di Barbana la prima domenica di giugno, ancora oggi assolto. Nel 1870 venne fondata la banda del paese, che fu l’antenata dell’attuale Società Filarmonica di Turriaco.

Pochi giorni dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale, il 15 giugno 1915, le truppe italiane fecero il loro ingresso a Turriaco. La popolazione era divisa nei sentimenti tra Austria e Italia. Il fronte era poco distante e a Villa Mangilli venne sistemato il quartier generale di Cadorna, visitato spesso da re Vittorio Emanuele III, mentre Villa Priuli fu adibita ad ospedale militare.

Il 4 novembre 1918 segnò il definitivo ritorno all’Italia. Il territorio rimase profondamente segnato dagli aspri combattimenti che si svolsero nella zona (e di cui si possono ancora vedere i resti), causando notevoli difficoltà alla povera economia, che resero lenta la ricostruzione.

Nella Seconda Guerra Mondiale subì numerosi bombardamenti, dovuti alla vicinanza dei cantieri di Monfalcone, che oscurarono le distruzioni del precedente conflitto.

Nel 1945, con la liberazione, si istalla un comando alleato inglese nelle ville Priuli e Mangilli, a cui si aggregano truppe Neozelandesi e Brasiliane, che si accampano nella zona. Da allora il luogo viene detto “el Brasil”. La zona viene contesa all’Italia dalla Jugoslavia.

Il 15 settembre 1947, con il trattato di pace di Parigi, Turriaco viene assegnata all’Italia.

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