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Treppo Grande (UD)

Storia di Treppo Grande

Il toponimo Treppo deriva dal latino trivius: trivio, incontro di strade”.

Da ricerche archeologiche pare che i primi insediamenti nella zona risalgano all’epoca celtica. Il Nievo riporta come una tradizione voglia che a fondare Treppo siano state delle famiglie romane in fuga dai celti. Sembra comunque confermare le origini romane, favorite sicuramente dal passaggio nel territorio di una strada che conduceva alla Julia Carnica, a cui si innestava presso Bueriis.

Treppo viene nominato per la prima volta in un documento del 1213, ma pare che già dal secolo precedenti vi esistesse un castello dei signori di Socchieve. Nel 1247 la chiesa di Treppo risulta appartenere alla pieve di Artegna.

Nel 1349 passa con Zeglianutto sotto Artegna e quindi nella giurisdizione del capitano di Gemona. Nel XV secolo rimane a far parte anche del comprensorio amministrativo di Gemona, ma il castello era già stato abbattuto.

Il dominio veneziano continuò fino al trattato di Campoformido del 1797, a seguito del quale Napoleone consegnò la repubblica di Venezia all’Austria. Al ritorno dei Francesi con il Regno Italico si ebbe la riforma amministrativa che portò alla costituzione del comune di Treppo Grande, compreso nel cantone di San Daniele del distretto di Udine, primo del dipartimento di Passariano.

Dopo la restaurazione del 1814 e con il passaggio del Lombardo-Veneto all’Austria, fu compreso nel Distretto di Tarcento (XXII della provincia del Friuli, XXI dal 1818). In questo periodo è comune di III classe e comprende le frazioni di Chiarvacco, Treppo Piccolo, Vendoglio, Zegliacco e Zeglianutto, a cui si aggiunse Salla nel 1822.

Nel 1866 Treppo con il Friuli Occidentale si riunì al Regno d’Italia e come comune entrò a far parte del mandamento di Tarcento. Seguì le vicende italiane con vari fatti legati alle vicende belliche. Dopo il settembre 1943 si ebbero diverse azioni partigiane.

Nel febbraio del 1944 si formano a Treppo i primi nuclei della Brigata partigiana Osoppo. Nel mese di luglio, partigiani armati trafugano dall’ufficio comunale le carte relative al censimento delle biciclette e le lettere del Deutsche Berater per richiamare operai per il lavoro in Germania. Nell’ottobre dello stesso anno vengono uccisi due tedeschi. Il comando germanico ordina il taglio di tutte le piante fino a 100 m dalla strada.

Finita la guerra, riprendono le attività economiche basate sull’agricoltura ed attività artigianali. Nel 1946 una famiglia di imprenditori tarcentini costruì la fornace di Zegliacco. Passate le difficoltà economiche del primo dopoguerra, si ebbe un maggior sviluppo anche delle attività sociali. Tra le varie iniziative è da ricordare la fondazione il 28 dicembre del 1966 della Polisportiva Treppo Grande.

Si giunse all’autentico spartiacque della storia friulana del dopoguerra: il terremoto del 1976, che colpi duramente tutta l’area collinare. Esso provocò parecchi danni agli edifici del territorio comunale che sono stati però quasi tutti prontamente ricostruiti.

 

 

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