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Socchieve (UD)

Storia

Il nome di Socchieve, comune in provincia di Udine, deriva dal latino “sub”: sotto e “clivus”: clivo, corrispondente alla posizione di Socchieve ai piedi di un agglomerato dove sorge la Pieve di Castoia.

Per le mutate condizioni sociali, e l’aumento della popolazione, si rese necessario per i paesi dell’alta Val Tagliamento che ci fosse un centro plebanale. Perciò si smembrò una parte del territorio della pieve di S. Pietro di Colle Zucca (presso Invillino) e sorsero le pievi di Socchieve ed Enemonzo.

Questo accadde successivamente al Mille durante le riorganizzazione delle chiese dopo le devastazioni ungare. Il titolo originale della pieve di Socchieve era di Santo Stefano, ma il 15 maggio 1222 la chiesa assunse il titolo di Santa Maria e più tardi venne aggiunto Annunziata. Diventò matrice di tutta l’alta Val Tagliamento.

Socchieve seguì poi le sorti della regione: nel 1420 entrò a far parte con tutto il Patriarcato di Aquileia dei territori di Venezia.

Nel 1700 ci fu un violento terremoto che portò alla demolizione di due chiese e all’ampliamento dell’attuale.

Socchieve continuò ad essere amministrata dal governo veneziano sino al trattato di Campoformido del 1797, quando Napoleone consegnò la Repubblica, che aveva occupato, all’Austria.

Nel 1866 Socchieve fu unito al Regno d’Italia.

 

 

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