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Sesto al Reghena (PN)

Sesto al Reghena - Storia

Il nome di Sesto al Reghena, comune in provincia di Pordenone, deriva dall’aggettivo latino sextus riferito alla sesta pietra miliare da Concordia. Il toponimo Reghena si riferisce il fiume omonimo che scorre nei pressi e che deriva dalla voce di origine preromana reca, che vuol dire “torrente”.

Il paese è situato sulla destra del Tagliamento al confine della Provincia di Pordenone con quella di Venezia. Probabilmente nel luogo c’era una “statio” sulla strada consolare Giulia che da Concordia portava al Passo di M. Croce Carnico, e quindi al Norico e alla Pannonia.

Si chiamava Sextus in Silvis, che era cosi chiamata per la foresta che nei tempi antichi si estendeva dal Tagliamento al Livenza. Le sue origini romane sono state confermate da numerosi ritrovamenti di iscrizioni, urne e monete, rinvenute negli scavi del 1955.

Sesto conobbe un significativo sviluppo con la dominazione longobarda. Proprio in quest’epoca sorse la grande abbazia di Santa Maria in Sylvis. La storia di Sesto coincide con quella dell’Abbazia, che ebbe un notevole sviluppo e accrebbe la sua importanza. Venne depredata e devastata durante le scorrerie degli Ungheri, nel X secolo.

Ritornò a crescere in importanza per raggiungere il suo massimo splendore nel XIII secolo, mentre la sua importanza cominciò a declinare dopo che il Friuli passò sotto il dominio veneziano fino al 1797.

Nel 1797, con l’arrivo dei Francesi, Sesto venne qui istallata una stazione di posta, in quello che è l’odierno Hotel In Sylvis. Qui c’era il cambio dei cavalli, con stalle e maniscalchi, e tutti i servizi necessari alle comunicazioni.

Nel 1818 l’abbazia passò alla diocesi di Concordia. Nel 1867, con l’unione all’Italia, al comune di Sesto venne aggiunto il nome Reghena, con Regio Decreto N. 3893.

 

 

 

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