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Savogna (UD)

Il toponimo Savogna, Sauodnja nel dialetto locale, comune in provincia di Udine, deriva dallo slavo so vódenj: confluenza d’acqua. Il territorio risulta abitato sin dalla preistoria, come testimoniano numerosi reperti ritrovati presso la Grotta Grande.

Incontriamo tracce di Savogna in un documento del 1265 in cui viene riportato come Savoxa (Guion) e uno del 5 aprile 1305 in cui compare la dicitura “In villa de Sovenga”.

La zona fu una delle porte per l’Italia, attraverso la quale transitarono numerose popolazioni provenienti dall’Est. Pare che Alboino, nel 568, entrando in Italia, salì sul Monte Matajur per ammirare il suo futuro dominio. Il popolamento stabile di queste valli cominciò però verso l’VIII secolo, quando giunsero delle popolazioni di origine paleo slava.

Savogna faceva parte della gastaldia di Cividale, quindi tutto il territorio rimase sempre legato alle vicende storiche del cividalese, prima con il Patriarcato di Aquileia e poi con Venezia.

Godette, come in tutte le comunità delle Valli del Natisone, sempre di grande autonomia amministrativa, gestita da diversi organi assembleari, come Vicinia, Arengo e Arengo unito. L’ultimo Arengo Unito fu tenuto il 2 maggio 1804, prima della riforma francese delle amministrazioni.

Con il trattato di Campoformido, a Savogna giunsero gli Austriaci che governarono la zona fino al ricongiungimento con l’Italia del 1866.

Durante la I Guerra Mondiale, Savogna si ritrovò attraversata da linee difensive italiane. Il 24 ottobre 1917, nella XII battaglia dell’Isonzo che porterà alla rotta di Caporetto, il territorio è interessato da un pesante bombardamento preparatorio all’attacco austro-tedesco, che causerà numerose distruzioni e vittime. Superato il Colovrat e preso il Matajur da sei compagnie guidate dal tenente Erwin Rommel, le truppe attaccanti scesero per i valichi di Stupizza e Polava, per riversarsi verso la pianura. Presso quest’ultimo passo ci furono gli scontri maggiori, nel tentativo di frenare l’avanzata austro-tedesca.

Dopo le vicende della Seconda Guerra Mondiale, il territorio di Savogna si ritrovò a ridosso della cosiddetta Cortina di Ferro e come il resto delle Valli del Natisone, subì gli effetti di quel confine particolarmente rigido. Nel 1975 venne inaugurato il rifugio alpino dedicato a Guglielmo Pelizzo.

Nel 2007 il XIV Dalai Lama ha inaugurato un luogo di meditazione presso il centro buddista nella frazione di Polava.

 

 

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