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Sauris (UD)

Sauris - Storia

Come in altri paesi del Friuli il nome di Sauris, il cui nome è di origine oscura (Frau), ha un significato collettivo, non indica solamente una determinata località, bensì un complesso di borgate.

L’origine di Sauris è strettamente legata al culto del Santo martire Re Osvaldo di Northumbria (Northumberland – Inghilterra). Qui, infatti, si conserva una reliquia dello stesso: un dito pollice.

Numerose sono le leggende che raccontano come questa reliquia sia giunta sino a Sauris. La più popolare parla di un cacciatore tedesco giunto non si sa come da queste parti con la sacra reliquia. Una tradizione dice pure che i primi abitatori di Sauris erano dei disertori dell’esercito tedesco rifugiatisi in queste contrade perché impervie ed inaccessibili.

Certo è che la reliquia acquistò fama per i miracoli che faceva specialmente per i malati di peste. Si hanno testimonianze da documenti e da oggetti preziosi qui lasciati, di numerosi pellegrini che arrivavano anche da Venezia e se si pensa alle difficoltà di viaggiare in quei tempi, specialmente attraverso i selvaggi sentieri che portavano al paesino di Sauris, la notorietà doveva assai grande.

Si tramanda che i fondatori di Sauris sarebbero stati due soldati mercenari tedeschi che nel XIII secolo, stanchi di combattere, si stabiliriono tra quelel montagne. Sicuramente la comunità fu alimentata dall’immigrazione da genti provenienti dalla Valle di Lessach e Val Pusteria, nel XIII secolo.

Gli abitanti vissero certamente in un’economia primitiva. Viene citato un “contrato de Sauris” già nel 1280. Da un documento del 1328 si dice che qui si allevavano gli sparvieri, che servivano per la caccia.

Sauris si è mantenuta in questo isolamento a lungo, fino agli inizi del XX secolo. Infatti, ancora nel 1871 Angelo Arboit scriveva: «Non c'è luogo più montagnoso di questo, in Carnia né più lontano dall'umano consorzio. Sia che ci si vada da Sappada, da Mione, da Ampezzo o da Forni, tra i quali paesi è compreso, non ci si arriva in meno di quattro ore».

Questo isolamento cadde grazie alla costruzione della strada della Val Lumiei, nata per collegare Sauris con Ampezzo. I lavori iniziarono nel 1915 e terminarono nel 1928 con la costruzione dell’ardito Ponte del Buso. Nel 1941 si cominciò a costruire la Diga sul Torrente Lumiei, che in seguito formerà lo sbarramento per l’invaso del Lago di Sauris. Durante la Seconda Guerra Mondiale si ebbero vari scontri tra Partigiani e truppe tedesche. Nel 1948 venne formato il lago artificiale, allagando anche l’abitato della Màina, ricostruito poi più a monte.

Ora Sauris è un centro di villeggiatura in pieno sviluppo, sia per la stagione invernale, vista la presenza degli impianti di risalita e piste da sci, sia per la stagione estiva.

 

 

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