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San Giorgio di Nogaro (UD)

Storia di San Giorgio di Nogaro

Il nome San Giorgio di Nogaro deriva nella prima parete dal Santo omonimo e per la seconda dal latino nucarius “albero delle noci”.

Il primo nucleo abitativo risiedeva a Porto Nogaro dove il fiume Corno fa un’ansa. Qui si fermavano delle barche per caricare il legname, dato che anticamente la zona era ricca di boschi. San Giorgio viene nominato per la prima volta il 13 luglio 1031 quando un documento del Patriarca Popone cita la “villam Sancti Giorgii”. Il documento si trova presso la Biblioteca Capitolare dell’Arcidiocesi di Udine.

Tuttavia pare che si riferisca a San Giorgio di Nogaro il brano tratto dall’Itinerario Burdingalese del 333 d.C. (diario di viaggio di un pellegrino che da Burdingala, l’odierna Bordeaux, si reca a Gerusalemme) che parla di una stazio di posta per il cambio dei cavalli in epoca romana, creata sulla Via Annia, che da qui passava, ad undici miglia da Aquileia.

Bisogna aspettare però il 1521 per incontrarlo nuovamente nella storia. In quella data infatti, durante la dieta di Worms, si stabili che San Giorgio assieme ad altre ville friulane fosse ceduta in perpetuo agli arciduchi d’Austria.

Da quel momento segui le vicende dell’impero Asburgico salvo la breve parentesi francese con Napoleone I e il Regno italico. Ritornò poi sotto l’Austria e vi rimase sino al 1866 quando fu annessa all’Italia divenendo, così territorio di confine con il regno Austro-Ungarico.

Durante la Prima Guerra Mondiale San Giorgio di Nogaro si ritrovò nelle immediate retrovie del fronte e divenne sede dell’Ospedale della III Armata. Qui fu istituita nel 1916 la “Università Castrense”, una scuola di medicina per far fronte alla straordinaria domanda di personale medico. Vi giunsero circa 1200 studenti-soldati del V e VI anno di medicina per completare gli studi e poter supportare le attività di sanità legate al fronte: laureò 467 medici. San Giorgio divenne il più grande ospedale di guerra.

Finita la guerra il paese ritorna alla sua attività, prevalentemente agricola, risentendo, sul finire degli anni Trenta, dei benefici effetti economici della vicina Torviscosa.

La Seconda Guerra Mondiale interrompe questo processo e all’indomani del conflitto i suoi abitanti si vedono costretti ad emigrare. Fenomeno che andò attenuandosi in seguito per lo sviluppo una certa attività economica legata al porto che condusse diverse imprese a insediarsi nell’area industriale Aussa-Corno.

Negli ultimi anni a San Giorgio si è anche sviluppato il settore legato alla navigazione turistica, con la creazione di darsene che offrono circa cinquecento posti barca.

 

 

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