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Marco d'Aviano

Aviano (PN)

Aviano - Storia

Le scoperte archeologiche in località Rive di Bares documentano le origini romane di Aviano, anche se non mancano tracce più antiche risalenti all’età della pietra, come nella grotta denominata Croda de la Vecia, che si trova a Gilera di Giais, in cui sono stati rinvenuti vari manufatti risalenti al paleolitico superiore evoluto.

Aviano è un toponimo è prediale in - anu da Avidius o da Avilius. Il suo Castello che sorge sulla falda occidentale delle Prealpi Carniche, serviva da rifugio alle popolazioni sparse nella pianura. I patriarchi d’Aquileia ne ebbero l’investitura dall’imperatore Ottone I di Sassonia nel 967, ma la comunità rimase sempre autonoma e distinta da quelle confinati.

Nel 1161 il castello fu concesso alla Cattedra Vescovile di Belluno ed alla fine del ‘200 fu saccheggiato durante le periodiche lotte che affliggevano il Friuli. In seguito divennero signori i Polcenigo che alla fine del secolo lo restituirono al Patriarca. Nelle lotte tra Rodolfo IV d’Austria e il Patriarca (1361-1364) Aviano vide devastati i suoi dintorni mentre nel 1387 richiese a Sacile 20 balestrieri allo scopo di potersi difendere dai signori di Polcenigo. Lo stesso anno dovette arrendersi ai signori di Carrara.

Nel 1403 fu emanato lo statuto del castello di Aviano; nel 1411 fu concluso un trattato di colleganza tra Aviano e Venezia, ma poco dopo della rocca s’impadronì Federico Scolari. Se ne rese direttamente signora Venezia nel 1420, che abbatté le fortificazioni perché non servissero agli Ungheresi. Sotto la repubblica veneta Aviano ebbe la facoltà di scegliessi i giudici, ma doveva sottostare al Podestà di Sacile (1424).

Nel 1431 si autorizzò il riassetto del castello e vi fu posto un gastaldo particolare, scelto dal Luogotenente della Patria. Le fortificazioni però non furono portate a compimento e ciò permise ai Turchi nel 1499 di impossessarsi della rocca, di saccheggiarla e di condurre schiavi non pochi abitanti del luogo.

Nel 1508 Aviano cadde in potere dell’imperatore di Germania che lo concedette a Livio de’ Speziali, ma poco dopo ritornò a Venezia. Col passare dei secoli il castello perse d’importanza e crollarono varie torri, si abbatté il mastio. Esiste per intero la muraglia a levante, dove si può osservare la sua grossezza veramente poderosa.

Nel 1631 ebbe i natali nella frazione di Somprando il nobile Carlo Cristoforo che, fattosi cappuccino, prese il nome di Padre Marco d’Aviano. Divenuto celebre predicatore di fama europea partecipò nel 1683 come delegato papale al Consiglio dell’imperatore d’Austria e alla battaglia di Vienna che arrestò la nuova minaccia Turca.

Padre Marco morì a Vienna dove tutt’oggi e ricordato con una via e venerato in una chiesa a suo nome. Nel ’800 sotto il dominio austriaco molti avianesi emigrarono a Trieste, in Austria e in Germania dove si distinsero per l’abilità della lavorazione della pietra e dei marmi.

Oggi Aviano è un florido centro, grazie anche alle possibilità offerte dal M. Cavallo, ideale per escursioni estive e per gli sport del periodo invernale, vantando estesi campi da sci, sciovie ed impianti di risalita. Un importante riflesso economico deriva dalla presenza presso Aviano di una base aerea NATO, che è strategicamente tra le più importanti dello scenario europeo-medio orientale.

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