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Sacile - Le origini

Sulla sua origine corrono numerose leggende. Una di esse vorrebbe che Antenore fuggito da Troia prima di costruire Padova, fondasse Sacile.

Gli storici del passato, da sempre sostenevano che dove ora sorge Sacile ci sarebbe stato un insediamento romano. Riguardo alla romanità di Sacile, quello che sappiamo di certo è che nella zona passavano tre vie romane: la Via Consolare Postumia, un ramo della Via Popilia e la Via Giulia.

Un’altra tradizione, forse la più attendibile vuole che Sacile sia di origini sacro-cristiane essendo stati costruiti in questi luoghi parecchi piccoli Santuari, ed un sacello proprio dove ora sorge la città.

Il Palladio narra che dopo l’invasione degli Unni la popolazione di Sacile sarebbe aumentata causa la distruzione di parecchi villaggi. Un diploma del Patriarca di Aquileia del 1249 da notizia che la città sarebbe stata fondata da Enrico II, duca del Friuli, di origine tedesca, e che nel 870 ottenne di erigere una chiesa dedicata a S. Nicolò, dotandola di alcune rendite e costruendovi pure un opera fortificata (870-874).

Nei suoi primi anni di vita Sacile, il cui nome deriva dal latino saccus col significato di “insenatura o via senza uscita”, subì duramente le razzie che gli Ungari fecero in Friuli, seguite da pestilenze e carestie.

Nel 962 l’imperatore Ottone I concesse al patriarca di Aquileia Eghelfredo (944 - † novembre 963) un ampio territorio che includeva Sacile, per difenderla dai numerosi feudatari che volevano impossessarsene per la sua posizione strategica, avendo anche un porto sul Livenza e fertili terreni circostanti.

 

 

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