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Romans d'Isonzo (GO)

Storia di Romans d'Isonzo

Il nome di Romans d’Isonzo, deriva dall’etnico Romanus “discendente dei Romani” e ne attesta le origini antiche, anche se viene nominata per la prima volta solo nel 1136.

Per le antiche origini fanno fede alcuni nomi della toponomastica e i reperti romani, tra cui parte del selciato della via Imperiale che da Aquileia per Monastero, Villa Vicentina, Ruda, Villesse attraversava la zona di Romans. Quando fu costruita questa strada i Romani si imbatterono in un castelliere. Il suo ricordo viene ancora testimoniato dal toponimo della zona: "Chiastilirs"

I castellieri erano villaggi fortificati degli antichi popoli della Carsia. Fatti fuggire dall’avanzata romana, gli abitanti occuparono un altro spiazzo più lontano che chiamarono Villa Latina o dei Romani.

Da questa vicenda storica dovrebbe risalire l’origine di Romans. Il comune e le sue frazioni videro tutti i passaggi delle orde barbariche sino al giungere dei Longobardi. Testimonianza di quest’epoca è la necropoli altomedievale scoperta in località San Giorgio. Il nome di Romans compare come detto per la prima volta solo nel 1136, in un atto che riporta: “in villa que dicitur Romanus”.

Originariamente tre nuclei formavano la comunità, essi furono unificati in una centa (villa muraria intorno alla chiesa) prima del 1336, anno in cui Elisabetta, contessa di Cormòns, fece dono all’Abbazia di Rosazzo del mansio (o maso) di Romans, che era incluso nella contea di Gorizia. In seguto anche la pieve, per ragioni legate all’impaludamento della zona vicino alla sede di Versa, venne spostata a Romans.

Nel 1420 Romans passò alla repubblica di Venezia. Ebbe danni rilevanti, trovandosi sulla porta che dai Balcani conduce al Friuli Venezia Giulia, dalle incursioni turche del 1472, 1477 e 1499.

Dopo la pace Worms del 1526, nell’impero austriaco, facendo parte della contea di Gorizia. Fu nuovamente coinvolta negli scontri tra Venezia e l’impero austriaco nel 1615, durante la cosiddetta Guerra di Gradisca. Seguì le vicende dell’impero anche con la parentesi del governo napoleonico, che si concluse nel 1813. Nel 1834 si decise di tenere annualmente una grande fiera dedicata a Santa Elisabetta, che a tutt’oggi si festeggia al suo culmine il 19 novembre.

Continuò la sua storia di frontiera nel 1866, quando durante la III guerra d’Indipendenza, ci furono degli scontri a Versa. E così anche durante la I Guerra Mondiale, trovandosi Romans presso il fronte, fu coinvolta nelle vicende belliche, che produssero numerose distruzioni, tra cui l’incendio dell’archivio parrocchiale nel 1917. Ricongiunta con l’Italia, ebbe uno sviluppo costante fino ai giorni nostri.

 

 

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