Cerca nel sito

 

Rive d'Arcano (UD)

Rive d'Arcano - Storia

Il nome Rive d'Arcano, comune in provincia di Udine,  deriva, come per altri toponimi da “ripa”, indicando un declivio. La zona fu certamente abitata nel periodo preistorico come dimostra un castelliere che si trovava alla confluenza del Torrente Corno e dal Rio Potoc, dove era stato costruito con un rialzo alto circa 5 metri e lungo 60. Si stima che una presenza umana stabile cominci verso il II millennio. Qui stanziarono nuovamente delle tribù anche verso il 1000 a.C. Numerosi sono i ritrovamenti di reperti in bronzo.

Scarse sono le tracce di epoca romana, benché sicuramente abitata. I primi documenti sono del XI secolo, quando sappiamo che la villa di Rive fu donata al Capitolo di Aquileia dal Patriarca Sigeardo di Beilstein, con il testamento del 12 agosto 1077. Fu poi soggetta alla signoria degli Arcano, illustre famiglia i cui fasti hanno inizio con Leonardo de Cronu (1161) così chiamato per un castello su un corso d’acqua omonimo nei pressi di San Daniele.

Suo figlio Ropretto (1167-1211) diede origine ai Tricano (da cui Arcano), nonché ai signori di Moruzzo ed ai conti Asquini, consignori di Fagagna.

Le prime notizie sulla pieve di Arcano come comunità indipendente risalgono alla bolla del Patriarca Gotofredo del 1184, in cui viene citata la “Plebem de Ripis” e donata la pieve al decano del Capitolo di Aquileia Liutprando, riferendosi alla pieve di San Martino in Rive d’Arcano.

Due erano i castelli, il primitivo detto di S. Mauro sorgeva sulle alture presso il Corno ove ora c’è la chiesetta di S. Mauro e si dice, dato che non vi sono documenti che lo attestano, che fu distrutto dai Turchi nel XV secolo, mentre fu risparmiata solo la chiesetta.

L’altro con il nome di Tricano ebbe varie traversie ma è giunto a noi ben conservato. Nel 1238 Bertoldo di Tricano, ad espiazione dei suoi peccati, concesse ampia libertà agli abitanti. Anche questi signori furono protagonisti nelle lotte nobiliari in Friuli e, come gli altri osteggiarono alternamente il conte di Gorizia e il Patriarca di Aquileia, del quale erano Marescialli e Gonfalonieri. Nel 1299 Leonardo d’Arcano dovette consegnare ai nemici del Patriarca cavalli e bandiere.

Distrutto il primo castello, rimase il secondo tutt’oggi esistente, con ampie sale e mobilio di assai pregiato. Gli Arcano sedevano nel Parlamento Friulano, entrarono nel Consiglio Nobile di Udine e nell’Ordine di Malta. Nel 1667 furono creati conti. Possedettero pure in Friuli i castelli di Montereale, Buia, Moruzzo, e quello di Castelvenere in Istria.

La località passò nel 1420 a Venezia e segui storicamente le vicissitudini degli altri comuni circostanti.

Nel 1797, alla caduta della Repubblica di Venezia, passò come tutta la regione, dopo la parentesi francese del Regno Italico, all’Austria.

Nel 1866 Rive d'Arcano entrò a far parte del Regno d’Italia. Tra il 1909 e il 1911 il territorio di Rive d’Arcano è soggetto ai lavori di difesa militare, con la costruzione del forte di Col Roncon. Il paese subì le privazioni del primo conflitto mondiale, specie dopo lo sfondamento di Caporetto. Il primo dopoguerra fu contrasegnato da una elevata emigrazione che fece calare la popolazione da 3831 abitanti nel 1921 a 2771 nel 1936.

Durante la seconda guerra mondiale fu coninvolto in azioni di rappresaglia e partigiane. Il 7 settembre del 1944, vennero fucilate quattro persone dai tedeschi. Per rappresaglia i partigiani il 15 dello stesso mese attaccano un auto tedesca dove rimangono feriti due soldati. Nello scontro muore la mugnaia del paese.

Finita la guerra a Rive d'Arcano si assiste alla riparazione di danni bellici e alla ricostruzione. Alle amministrative del 1946 si afferma la Democrazia Cristiana.

Nel 1968 si costituisce la società sportiva ASD Rive d’Arcano, con la constestuale realizzazione di un campo di gioco a Rodeano Basso, lungo il torrente Corno.

 

 

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project