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Ragogna (UD)

Storia di Ragogna

Il toponimo Ragogna, comune in provincia di Udine, è di origine oscura, forse preromana, certamente illirica, almeno che non si voglia farlo derivare da un toponimo prediale latino Ragonius. Il nome di Ragogna come per altri comuni del Friuli ha un significato collettivo e non indica una determinata località, bensì un complesso di borgate.

Qui sorgeva un castello a guardia della via Julia Augusta, ricordato anche dal celebre letterato Venanzio Fortunato nel sec. VI e da Paolo Diacono nel 611. Questi riferisce che la rocca servì a riparo agli abitanti durante le invasioni degli Avari. Il castello fu sede di Ansfrido di Reunia, che usurpò il ducato del Friuli (693). Del maniero fa menzione pure il Muratori (intorno al 1000), poi sulla rocca fioriscono le leggende.

Nel sec. XIII il territorio di Ragogna era feudo dei Bamberg, duchi d’Austria, mentre nel 1218 compaiono i signori di Ragogna, che ne ottennero il possesso sia dai Bamberg e poi dai patriarchi di Aquileia. È difficile stabilire l’origine dei Ragogna che è molto antica.

Sedevano nel Parlamento Friulano ed alla corte patriarcale godevano di speciale privilegio. Ebbero parte in molte lotte e nel 1268 furono assediati nel castello da Marquardo della Frattina e da altri capitani patriarcali. Nel 1390 Giovanni di Ragogna fu costretto dal Patriarca Giovanni V a cedere il maniero in cambio dei castelli di Torre e di Zoppola, ma più tardi la famiglia lo riebbe.

Più tardi però si mostrarono crudeli con i vassalli e furono cacciati ed il castello, che fu parzialmente distrutto. La giurisdizione di Ragogna passò al generale veneto Albo de Conti (1450) ed in seguito ai Porcia (1480). Rimase sotto il governo della Serenissima e poi con la caduta di questa nel 1797 passò, salvo il breve periodo francese, all’Austria sino al 1866, in cui fu ricongiunta all’Italia.

 

 

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