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Prata di Pordenone (PN)

Storia di Prata di Pordenone

Il toponimo Prata di Pordenone, comune in provincia di Pordenone, deriva dal latino pratum (plurale prata), prati.
La storia di Prata nasce con il castello posto a breve distanza da quello di Porcia, in un epoca non ben precisata. Il maniero appartenne ai signori di Prata, da cui nascerà poi il ramo Porcia.

Prime notizie della famiglia si hanno intorno al 1112, quando si cita un Gabriele I di Prata. Nel 1220 i Prata si allearono con Feltre e Belluno, con la conseguenza che il castello fu attaccato e distrutto dai Trevisani. Nel 1224 i prata possedevano in feudo circa trentacinque ville.

Un incendio di vaste proporzioni nel 1316 distrusse l’abitato di Prata, danneggiando anche il castello. Nel Quattrocento Prata fu assediata dalle truppe patriarcali, in quanto Guglielmino di Prata favorì un concilio a Cividale con Papa Gregorio XII in opposizione all’antipapa Benedetto XIII, ma anche al Patriarca e ai veneziani. Prima di questo concilio il Papa fu ospite nel castello di Prata.
 
Nel 1420 Venezia occupò tutto il Patriarcato. I Prata si opposero ai Veneziani fieramente, riuscendo anche a infliggere loro una pesante sconfitta. Tuttavia vennero sopraffatti. L’abitato e il castello furono distrutti dalle fondamenta. Guglielmino andò con la famiglia in esilio e della contea fu investita la famiglia Floridi di Spilimbergo.

Nel 1797 con il Trattato di Campoformido, la repubblica di Venezia fu consegnata dai Francesi all’Austria. Dopo la seconda parentesi francese, gli Austriaci governarono ininterrottamente fino al 1866, quando ci fu il ricongiungimento all’Italia.

Con Regio decreto del 21 aprile 1927 fu concesso a Prata lo stemma.

Oggi Prata fa parte della “Zona del Mobile”, una delle realtà economiche regionali e nazionali più dinamiche e innovative, che ha saputo innestare la grande abilità artigianale su una struttura industriale.

 

 

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