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Osoppo - Storia di Osoppo

di Giorgio De Zorzi

Le Origini di Osoppo

Il toponimo Osoppo deriva da una radice romana -os o -os-i-s “frassino” e fa pensare ad un insediamento molto antico. Il rinvenimento di molti resti romani (fra cui due leoni funerari del II sec. d.C.) confermano questa tesi. Si presume che questa antica rocca fosse fortificata, sin dai tempi dei Celti e dei Romani. Comunque la lapide sepolcrale di S. Colomba, risalente al 524, resta come chiara documentazione dell’importanza del forte sin da quei tempi remoti.

Il primo assedio di Osoppo, storicamente documentato da Paolo Diacono avvenne nel 614 nella lotta dei Longobardi contro gli Avari. Questo alto zoccolo roccioso (rupes Osopi), ricordato da Paolino d’Aquileia nel 799, caratterizza la storia del luogo sino ai nostri giorni. 

Nel 600 il duca Gisulfo provvide a munirlo e una leggenda narra che nella sue adiacenze il paladino Orlando avrebbe battuto in singolar tenzone il ribelle duca Rodgauso. Nel 902 la rocca fu rovinata dagli Ungari che devastarono il Friuli e altre parti d’Italia. Nel proseguo del tempo la costruzione ebbe forma di castello medioevale con feudatari che godevano l’investitura di abitanza.

 

Osoppo nel Medioevo

I feudatari di Osoppo, nel 1094 decisero di vivere secondo le consuetudini patriarcali ed offersero il maniero alla potente abbazia di Sesto. In seguito si fa esplicitamente il nome dei signori di Osopo, uno dei quali, Cono, nel 1254 ebbe confermata l’investitura del Castello Vecchio. Sentendosi al sicuro dalla giustizia patriarcale alcuni suoi feudatari commisero violenze, ruberie e rapine.

A punirli mosse il Patriarca di Aquileia Pagano della Torre, che dopo un fiero assedio, s’impadronì della rocca. Ne fu infeudato il nobile Federico Savorgnan (1328). Naturalmente questa famiglia ebbe a sostenere fiere lotte con gli spodestati, ma riuscì a vincerle e a dedicarsi alla cure del castello. Con l’aiuto di altri signori neutrali divenne fortemente munito tanto da definirsi inespugnabile.

Tristano Savorgnan ne fu privato perché era nemico del Patriarca Lodovico di Teck (1419), ottenne poi il riconoscimento solo un anno dopo, quando Venezia gli riaffilò l’investitura, fortificando ancor meglio la fortezza posta a tutela dei confini orientali.

 

Osoppo e la lega di Cambrai

Durante guerra della Lega di Cambrai, nel 1514, Girolamo Savorgnan parteggiò per Venezia contro l’impero Asburgico e resistette nel Forte di Osoppo a un lungo assedio. Contando su 80 cavalli e cento fanti, oltre agli intrepidi osovani, respinse più volte i furibondi assalti nemici.

Quando il comandante imperiale Cristoforo Frangipane apprese che si avvicinava l’esercito Veneziano, guidato da Bartolomeo d’Alviano, si ritirò vergognosamente dopo 46 giorni d’assedio, lasciando nelle mani degli assediati lo stendardo di battaglia dell’imperatore Massimiliano (stendardo successivamente donato dagli osovani all’imperatore Napoleone Bonaparte).

L’incomparabile valore di Osoppo permise a Venezia di ristabilire a proprio favore le sorti della guerra e questo avvenimento fu tramandato con una epigrafe posta nella Sala dello Scrutino di Palazzo Ducale a Venezia: “Osopi defensio totius patriae recipiendae causa fuit”.

Ai Savorgnan come premio per questa condotta di guerra, furono riservati onori, feudi e ricchezze. La rocca di Osoppo mantenne anche in seguito il suo grande valore strategico e dopo tre secoli Napoleone face avere al viceré Eugenio particolari istruzione per la sua efficienza. Furono appostate artiglierie in cima al colle e furono sistemate opere basse per le sortite.

 

Osoppo nell'Ottocento

Con la venuta di Napoleone cessò il dominio feudale ed iniziò per Osoppo l’amministrazione civica. A cavallo dell’Ottocento si susseguirono ben quattro assalti al Forte, dei Francesi contro gli Austriaci, e viceversa. Venuta la fortezza in definitivo possesso austriaco con il trattato di Vienne (1814-15), perdette la sua importanza perché lontano dai confini di stato.

Un altra pagina gloriosa si scrisse ad Osoppo durante la I guerra d’indipendenza, nel 1848, quando gli Osovani cacciarono gli austriaci e si asserragliarono sul Forte. Giunsero poi cannonieri volontari, si utilizzarono vecchie artiglierie, furono adoperati affusti improvvisati.

Dirigevano le difese, con 364 patrioti, Licurgo Zanini e Leonardo Andervolti. Stretto in serrato assedio dal generale Nugent in marcia verso il quadrilatero, il Forte di Osoppo non solo resistette dal 23 aprile al 12 ottobre, ma la guarnigione compì 52 sortite brillantissime.

La resistenza fu opposta sino agli estremi limiti e l’ammirazione degli Austriaci fu tale, che questi al momento della resa concessero l’onore delle armi e l’autorizzazione ai difensori di uscire da Osoppo in pieno assetto di guerra. La Medaglia d’oro al valore militare fu degno premio a tanto eroismo.

Osoppo nel Novecento

Osoppo è in Friuli simbolo di eroismo e di patriottismo. Per questo, durante la seconda guerra mondiale, parte del Movimento di Liberazione assunse questo nome.

In quegli anni, una lunga serie di bombardamenti e spezzonamenti da parte degli anglo-americani, di cui il più rovinoso fu quello del 22 novembre 1944, distrussero le opere fortificate, le caserme e gli edifici costruiti nel corso degli anni.

Nel dopoguerra, il sorgere nella zona di alcune importanti industrie pose ad Osoppo un freno all’emigrazione, pressoché unica soluzione da almeno un secolo per le genti del luogo.

Si innestò un principio di crescita che portò un certo benessere e sviluppo che continua ancora, nonostante la tragica parentesi del terremoto del 1976 che ha colpito duramente Osoppo.

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