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Moruzzo (UD)

Moruzzo - Storia

Le origini della storia di Moruzzo, comune in provincia di Udine, sono antichissime. Il toponimo deriva da un diminutivo in – uciu del termine latino “murus”, muro. Nel periodo 1893-94 fu ritrovata nelle vicinanze il castello una necropoli preistorica, da cui furono recuperate una trentina di urne a incenerazione, con ceneri, oggetti in ferro e bronzo, di stile simile a quelli ritrovati presso Santa Lucia di Tolmino e datati tra il VI e IV secolo a.C. Ulteriori reperti archeologici di epoche successive furono trovati ai piedi del colle.

Nel 1161, nel 1170 e nel 1173 viene citato un Wraslaw de Muruz come testimone. Mentre tra il 1164 e 1189 vengono ricordati Ascawinus, Amabicus, ed Henricus de Muruz, tutti con il titolo di dominus. Poi, nel 1209 troviamo un tal Hermanus di Murucio, miles. Dal XIII secolo Moruzzo appartiene alla gastaldia di Fagagna.

Il castello assieme alla villa e a quelle annesse era sottoposto alla giurisdizione civile e criminale della gastaldia di Fagagna. Siccome alcune famiglie si estinsero, parte del castello passò al Patriarca di Aquileia, Raimondo della Torre che, nel 1275 circa, lo diede in feudo al fido Odorico d’Arcano.

Gli abitatori ebbero lotte con i conti di Gorizia, i Colloredo, gli Arcano, i nobili di Fagagna, finché la repubblica Veneta, spodestò i Di Moruzzo assegnando il feudo a Gabriele d’Arcano e ad Antonio di Polcenigo (1437). Siccome il castello era malandato e i Polcenigo erano impossibilitati a rimetterlo a posto, lo cedettero ad Antonio Arcoloniani di Udine. Questa famiglia ottenne la giurisdizione del castello nel 1474 ed entrò quindi nel Parlamento Friulano.

Il 1 novembre 1477 la villa di Moruzzo venne incendiata dai Turchi, che erano riusciti a passare l’Isonzo terrorizzando le popolazioni della pianura e dei primi rilievi collinari. Nei tumulti del 27 febbraio 1511, la famosa rivolta contadina del “Giovedì Grasso”, il castello come altri nei dintorni fu saccheggiato.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia a causa dei Francesi e il passaggio all’amministrazione austriaca, Moruzzo divenne comune, comprendendo le frazioni di Alnicco, Brazzacco, Lavia, Mazzanins, Modotto,
Santa Margherita del Gruagno. Nel 1862 contava 1730 abitanti. Nel 1866 con tutto il Friuli occidentale si riunisce al Regno d’Italia. Al primo censimento del regno a cui partecipa, nel 1871, vi erano 1673 abitanti.

Giunsero i giorni della I guerra mondiale e anche gli abitanti di Moruzzo dovettero andare al fronte. Il primo caduto fu Pietro Domini, il 7 giugno 1915. Presso Santa Margherita vi era un forte con delle postazioni di artiglieria, che però non vennero utilizzati se non come deposito.

Ritornata la pace si ritornò anche alle occupazioni quotidiane. Nel 1929 venne fondata dal seminarista, poi monsignore, Primo Fabbro la Cantoria parrocchiale “Coro di Moruzzo”, la cui prima esibizione si ebbe la prima domenica di ottobre di quell’anno.

La nuova bufera arriverà nel 1940 con la seconda guerra mondiale. Molti saranon i cittadini di Moruzzo che cadranno sui fronti della Grecia e di Russia. Qui avverranno anche le riunioni partigiane per la riorganizzazione della Brigata Osoppo. Ritornarono poi i giorni della pace.

Moruzzo è oggi una piacevole località residenziale e di attività rurali ed economiche.

 

 

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