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Montereale Valcellina (PN)

Montereale Valcellina - Storia

L’origine di Montereale Valcellina si deve alla necessità delle popolazioni locali, dopo il crollo dell’impero romano, di sfuggire alle incursioni barbare rifugiandosi sui monti circostanti. Il ritrovamento di reperti di epoca altomedioevale, indica come presso il Cellina ci fossero degli insediamenti abitativi.

Montereale viene citato per la prima volta in un documento del luglio 1241, dove si legge "Castrum Montisregalis", anche se per tutto il XIII secolo viene indicata come Calaresius. Nel medioevo, della sovranità sulla zona fu investita la famiglia dei Prata, da cui nacque poi il ramo dei Montereale. Questa famiglia partecipò alle lotte tra conti di Gorizia e Patriarca e, come molte famiglie della zona pordenonese, in alleanza ora con l’uno, ora con l’altro.

L’arrivo dei veneziani, calmò le turbolenze della nobiltà, ma non quelle politiche. Sul finire del Quattrocento, i Turchi fecero due incursioni in Friuli e Montereale dovette subire la loro furia. Il clima di scontro religioso, generato delle lotte di religione del Cinquecento, che investirono anche il Friuli, si ritrova anche a Montereale.

Qui infatti si ebbe il celebre caso di Domenico Scandella, detto Menocchio, che lo storico Ginzburg portò alla ribalta della storiografia internazionale con il famoso libro “Il formaggio con i vermi”.

I secoli successivi scorsero abbastanza tranquillamente seguendo il declino veneziano, fino all’arrivo dei Francesi e poi degli Austriaci. Nel 1866 si ebbe il ricongiungimento all’Italia.

Con il Regio Decreto n 4058 del 1867 viene attribuita come aggiunta del nome la parte Cellina. Nel 1955 il nome diventa Montereale Valcellina

 

 

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