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Montenars (UD)

Montenars - Storia

Storia

Tra Cologna e il torrente Orvenco, su un rilievo si trovano i resti del castello di Ravistagno (dal tedesco Rabenstein cioè Sasso dei Corvi) che rappresenta il primo nucleo di quello che sarà Montenars. Fu costruito con solidi massi e rappresentò un forte baluardo per la sua posizione e saldezza delle mura.

Fra i vari suoi signori figura Asquino di Varmo che nel 1275 rinunciò nelle mani del Patriarca Raimondo della Torre quanto gli apparteneva del castello. Il Patriarca infeudo il figlio Palamide. Il maniero passò a Girardino di Cividale che lo vendette nel 1287 ad Enrico, figlio di Vullvino di Prampero.

Nel 1353 un suo discendente, Agostino, alienò la sua parte a Galvano di Maniago. Ma in genere il castello continuò ad appartenere ai consorti di Prampero ad onta delle frequenti permute. Demolito durante le lotte con il Patriarca Filippo d’Alençon (1381-87), sappiamo che nel Cinquecento era completamente rovinato.

Il comune segui poi le vicende di Artegna e Gemona sino all’annessione all’Italia nel 1866. Montenars nel 1923 cessò di essere comune e fu aggregato ad Artegna sino al 1947.

 

 

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