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Manzano (UD)

Manzano - Storia

Il nome Manzano, comune in provincia di Udine, deriva dal toponimo prediale in -anu da Amandius. Anche se si ha notizia già della presenza di insediamenti in epoca romana, sappiamo che la zona, dopo la coltivazione in epoca imperiale, subì l’abbandono nell’alto medioevo, a causa delle numerose incursioni barbariche. Al progressivo impaludamento ed inselvatichimento delle campagne pose freno l’insediamento dei monaci Agostiniani presso l’Abbazia di Rosazzo.

Elementi più certi su Manzano si hanno con la costruzione del castello, di cui tuttavia si ignora l’anno preciso. Fu eretto dai signori, poi conti, di Manzano, nobile famiglia di origine germanica, che nel 1090 scese in Friuli. Essa fu tra le protagoniste delle varie lotte nobiliari che interessarono la regione.

Per questi motivi il maniero fu incendiato ma i suoi feudatari lo ricostruirono nel 1256 in dimensioni maggiori, con forma quasi circolare e mura molto spesse. Venne ulteriormente ingrandito ed abbellito nel 1299. La famiglia di Manzano aveva giurisdizione su cinque villaggi ed occupavano un seggio nel Parlamento Friulano. Sappiamo che nel 1291 aveva in appalto la gastaldia di Manzano per 12 marche aquileiesi.

Il maniero, sempre a seguito delle lotte nobiliari, verso l’anno 1300 fu assediato. I Manzano opposero una fiera resistenza ma tuttavia dovettero capitolare e cercare la salvezza con la fuga. Il castello fu devastato e solo nel 1302 fu iniziato un restauro. L’anno dopo, il patriarca Ottobono de Razzi lo restituì ai proprietari contro l’esborso di una somma di denaro.

Successivamente, benché questi feudatari avessero un posto nel Corpo Nobile Cividalese, si trovarono in contrasto con questa città. Nel 1361 il maniero fu conquistato dal duca Rodolfo IV d’Austria, ma Udine, Cividale e Gemona lo riconquistarono e lo dettero alle fiamme (1362).

La gastaldia del luogo fu venduta agli antichi signori ed in seguito il castello fu ricostruito. Cividale, che conservava sopra al castello alcuni diritti, decise nel 1384 di tenervi un capitano con una piccola guarnigione, senza ostacolare la residenza dei suoi feudatari, ai quali (con brevi parentesi) rimase sino al 1431. In quell’anno Giovanni e Mataleone di Manzano, alleatisi con il patriarca Lodovico di Tech contro di Venezia, ebbero la rocca distrutta ed il feudo confiscato dal Senato Veneto.

La casata conservò un ruolo cospicuo a Cividale, dove possedeva iun palazzo, ed in seguito si trasferì nella residenza di Giassico. Il territorio manzanese segui poi le vicende della zona di Cividale e come tutto il Friuli, fu soggetto alla repubblica di Venezia. Nel 1477 i turchi invasero il Friuli e saccheggiarono anche Manzano. Subì nuove devastazioni nel 1509, quando le truppe del duca Ottone di Brunswich diedero fuoco al paese.

Nel 1797 con la caduta della Serenissima a causa di Napoleone passò col regno Lombardo-Veneto dell’impero Asburgico e vi rimase, salvo la parentesi del Regno Italico Francese, sino al 1866, quando il Friuli venne ricongiunto all’Italia.

Nel 1878 giunsero da Mariano del Friuli, al tempo compreso nei territori austriaci, i fratelli Zaneto e Toni Fornasarig, che, per continuare a vendere nell’area friulana ed aggirare il forte dazio di confine, aprirono la prima fabbrica di sedie ad Oleis di Manzano.

Allo scoppio della I Guerra Mondiale Manzano è assai vicina al fronte. Divene un punto di smistamento di merci ed approvigionamento delle truppe. Vengono allestiti sette ospedali da campo. Nelle campagne, in località Sdricca, il 29 luglio 1917 viene fondato il corpo degli Arditi, truppe scelte per operazioni ad alto rischio. Con la rotta di Caporetto ad ottobre, moltissimi manzanesi abbandonano le proprie case, anche se solo pochi riusciranno a portarsi oltre il Piave. Il resto, al ritorno, troverà le proprie abitazioni saccheggiate.

Negli secondo dopoguerra si è fortemente sviluppata nel manzanese l’industria della sedia, trainando tutta l’area circostante, tanto da divenire la “Capitale" del Triangolo della sedia.

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