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Lauco - Storia

Il nome Lauco, comune in provincia di Udine, deriva da un personale di origine celtica: Leucos. , comune in provincia di , deriva da un personale di origine celtica: Leucos.

Il territorio del comune di Lauco ebbe frequentazioni ed insediamenti già in epoca preistorica, nel neolitico, come testimoniarono le tombe ritrovate nel fondo di proprietà di Antonio Gressani prima del 1908 e poi andate disperse, dove vi furono ritrovati diversi reperti di selce.

Testimonianze di epoca preromana appartenenti alla cultura celtica (III-II sec. a. C) sono state invece rinvenute tra il 1968 ed il 1983 nel fondo della proprietà Tomat, che si trova all’imbocco del paese, presso la strada che proviene da Villa Santina, e conservati a Zuglio, presso il Museo Archeologico.

Anche numerose tombe altomedievali si trovano nel territorio di Lauco. Un tempo ritenute molto più antiche, sono databili in realtà tra il VI e il VII secolo d.C. Tre di queste si trovano in località Clapò, vicino a Chiauians, quattro sul calcareo Cuel dal Fari, altre presso casa Gressani e in località Avaglio.

Vi sono pure le tracce abbastanza ben conservate di una strada antichissima che dal Cuel dal Fari conduceva oltre il Rio Ràdina sino ad una radura posta sul ciglione dell’altopiano, dove la tradizione vuole sorgesse un castello. Questa tesi è sostenuta da Carla Scagnetti, mentre secondo Tito Miotti si tratterebbe di un cosiddetto castelliere di epoca preistorica, che la memoria orale degli abitanti tramanda come fatto di muri a secco e ampio più di due chilometri. Dovevano poi esserci delle fortificazioni in Borgo Sant’Antonio, ritenute di epoca preromana.

I primi cenni storici documentali riguardanti l’abitato di Lauco risalgono al 914, in un documento che attesta una donazione da parte di Berengario I al prete Pietro di alcuni beni posti in Carnia, a Lauco e Vinaio. Un documento del 1015 in cui il Patriarca di Aquileia Giovanni dona al Capitolo di Cividale e al preposito Moronto dei beni posti “… in loco qui dicitur Lauc” (di Prampero).

Nel 1254 viene attestato il castello, che rappresentava il nucleo del feudo ed era posto in località Somcolle, dove prima sorgeva una fortificazione. Tutte queste fortificazioni erano dovute alla posizione strategica a guardia delle importanti vie di comunicazione.

Possesso del Patriarcato di Aquileia, nel 1275 il castello di Lauco, che era costituito dalla torre mastio più altri edifici, venne dato in feudo al ai signori di Gemona seguendo le vicende della Carnia. Il Patriarca Nicolò di Lussemburgò fece il castello nel 1351 all’interno della repressione per l’assasinio del predecessore Patriarca Bertrando, in cui sembrava coinvolto Ermanno di Carnia (o di Luincis).

Lauco seguì poi le vicende di tutta la Carnia all’interno della provincia del Friuli nella Repubblica di Venezia. Dal Seicento la località di Trava divenne meta di un imponente pellegrinaggio religioso, perché si riteneva che la Madonna del Santuario concedesse un breve tempo di vita ai bambini nati morti, in modo da poter essere battezzati, generando una devozione che si diffuse anche in Slovenia e Carinzia.

Nel 1797 per l’arrivo di Napoleone e dei Francesi, i territori di Venezia, tramite il trattato di Campoformido, entrarono a far parte come Regno Lombardo-Veneto dell’Impero Austro-Ungarico. Localmente uno sbocco lavorativo, oltre alle attività legate all’agricoltura e al legname, fu quello offerto della vicina miniera di carbone di Cludinico, che prese avvio agli inizi dell’Ottocento.
Nel 1866, dopo la III guerra d’Indipendenza, Lauco con il Friuli occidentale entra a far parte del Regno d’Italia. L’aumento della popolazione e il poco lavoro costringono i suoi abitanti ad una pesante emigrazione in varie parti del mondo.

Alla vigilia della grande guerra, tra le opere pubbliche progettate per far fronte alla disoccupazione generata dall’entrata in guerra di Austria e Germania, mete di emigrazione, vi è la realizzazione della strada che da Villa Santina porta a Lauco.

La vicinanza di Lauco al fronte fece sentire gli effetti nefasti della Prima Guerra Mondiale e vieppiù con l’occupazione austro-tedesca, sino alla conclusione del conflitto. Nel 1919 venne cominciata la costruzione della Casa del Popolo che verrà terminata nel 1920.

Nella Seconda Guerra Mondiale il periodo più duro è rappresentato dall’occupazione tedesca e dalla presenza dei Cosacchi. Nella zona di Lauco vi sarà anche un’intensa attività partigiana, per la presenza del Battaglione Carnia della Brigata partigiana Osoppo a Salvins di Vinaio. Si distinguerà la figura del comandante “Barbe Livio”, Romano Zoffo, ufficiale dell’esercito che conbatterà per la resistenza e in seguito ucciso a Tarcento dai Cosacchi mentre proponeva a questi una resa incruenta.

Nel secondo dopoguerra si assiste ad un calo costante della popolazione che si sposta verso la pianura. Si cerca tuttavia di avviare a Lauco qualche attività turistica, tra cui la realizzazione di una colonia estiva.

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