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Trieste

Trieste - Storia di Trieste

L’origine della città di Trieste è preistorica. Infatti sembra che i primi insediamenti risalgano al XII sec. a.C. e che tra i primi nuclei ci fosse il colle di S. Giusto. Si insediarono qui poi gli Illiri e i Carni.

Venne quindi a diventare sede degli Istri. Questi vennero sconfitti dai romani nella guerra del 177 a.C..

I romani trovarono un abitato formato da poche capanne di pescatori, a cui diedero il nome di Tergeste.

Il centro crebbe e venne arricchito da terme, templi e palazzi. Nel 33 a.C. fu fortificata da Augusto, anche per la posizione che rappresentava un controllo su numerose importanti vie di comunicazione verso luoghi e città dell’est.

Con il declino dell’impero romano le scorrerie barbare inizialmente tralasciarono Trieste per dedicarsi ad Aquileia. Ci furono poi varie incursioni e periodi di dominazione barbara fino a vedere l’arrivo, come il resto del nord Italia, dei Longobardi e quindi dei Franchi.

In questa epoca i vescovi cominciarono ad avere anche potere civile fino ad essere riconosciuti come principi dell’Impero. Trieste fu una delle prime città in Italia a darsi un’organizzazione comunale nel 1056. Nel 1287 entrò a far parte del Patriarcato di Aquileia, per affrancarsi dall’influenza di Venezia.

Nel XIV secolo, in seguito alle manovre dei conti di Gorizia, che cercavano di prendere il potere in Friuli, Trieste si sottomise agli Asburgo, che vedranno la città marinara far parte dei loro possedimenti fino all’inizio del Novecento.

Ci furono, lungo il secolo XV molti momenti di tensione e aperta ribellione della città al potere asburgico. Con l’imperatore Federico III, che la visitò nel 1470, si attenuarono i contrasti. Egli deliberò anche di costruire il castello di S. Giusto, uno dei simboli della città.

Carlo VI, all’inizio del Settecento, tentò di promuovere i commerci e il porto, concedendo la libera navigazione nell’Adriatico. Tuttavia la sua buona volontà non diede gli effetti sperati.

Fu invece con l’imperatrice Maria Teresa che, con il supporto anche delle numerose riforme da lei promosse in tutto l’impero, si cominciò ad avere un certo sviluppo. Le immunità di culto poi, richiamarono mercanti greci ed ebrei che crearono una rete di contatti con l’oriente. Si visse per tutto il secolo un vero boom economico che fece crescere ed abbellire la città.

Nel 1797 giunsero i francesi che la penalizzarono notevolmente dal punto di vista fiscale. Solo il ritorno austriaco ridiede una certa normalità almeno economica. Tuttavia il patriziato cittadino era completamente annientato e anche il carattere culturale italiano piuttosto prostrato. Fu la borghesia triestina a farsi carico di una rinascita culturale di matrice italiana, ma anche più generalmente europea, sorretta da un rinvigorirsi dell’economia, in particolare nel settore dei trasporti, della cantieristica e delle assicurazioni.

Si fecero strada anche a Trieste i fermenti rivoluzionari che attraversavano tutta l’Europa a cui si unirono le speranze nazionali italiane. Il rapporto con il governo diventò sempre più difficile e distante.

All’inizio del Novecento, Trieste si ingrandiva sempre di più ed in maniera tumultuosa. Nel 1900 contava 176.000 abitanti e raggiungeva i 235.000 già nel 1910.

La grande guerra troncò questo processo. Numerosi incidenti, all’entrata in guerra dell’Italia si verificarono, soprattutto su istigazione delle autorità verso i simboli italiani. Molti furono i triestini che inquadrati nell’esercito austriaco furono mandati a combattere sul fronte orientale.

Dopo Caporetto, capovolte le sorti della guerra, si giunse fino al novembre del 1918, dove la popolazione cacciò gli austriaci ed accolse tripudiante gl’italiani, il 3 novembre, giorno di S. Giusto.

Nel 1921 divenne capoluogo della Venezia Giulia. Nel dopoguerra, il regime fascista volle accentuare l’italianità di Trieste, anche con la realizzazione di diversi edifici, tra i quali la nuova sede dell’Università, nel 1938. La guerra del 1940 al 1943 non coinvolse in maniera diretta la città, ma all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre, si videro già le truppe tedesche che prendevano il controllo dei punti nevralgici.

Incorporata con tutta la regione nel III Reich tedesco, fu governata con intransigenza. Alla fine della guerra ci fu un tentativo di insurrezione, ma che non riuscì a cacciare le truppe germaniche. Il primo maggio del 1945 entrarono le truppe Jugoslave. Giunsero anche gli alleati, ma la loro presenza non servì a mitigare la politica di Tito, che mirava a incorporare Trieste nella Jugoslavia. Infatti fu messa in atto una feroce epurazione di tutti gli elementi italiani, specie di quelli che avevano qualche funzione istituzionale o militare. Questo tentativo di occupazione culminò nell’eccidio di tanti italiani, i cui resti vennero in seguito gettati nelle foibe del Carso. L’occupazione terminerà il 12 giugno 1945.

Il territorio di Trieste ebbe lo status particolare di territorio amministrato dagli alleati fino al 1954, anno in cui rientrò a far parte del territorio italiano.

Dal febbraio 1963 una legge costituzionale, ha istituito la Regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia, con Trieste capoluogo.

 

 

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