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Grado (GO)

Grado - Storia

Il toponimo deriva dal basso latino gradus cioè “porto”. Questo era al servizio di Aquileia ed era posto sulla linea di costa, perché all’epoca non si era ancora formata la laguna. In origine probabilmente era una duna sabbiosa più rilevante, su cui si cominciò ad avere una qualche attività in epoca romana ed in seguito vi era stato costruito un Castrum.

Con l’invasione Unna del 452 la maggior parte della popolazione di Aquileia e delle campagne circostanti si rifugiò a Grado. L’arrivo dei Longobardi fece aumentare le popolazioni che cercarono rifugio in laguna.

Qui si trasferì, a titolo provvisorio, anche il patriarca di Aquileia Paolino I (557-†569), con la sede vescovile e il tesoro della chiesa di Aquileia a Grado. Gli successe Probino morto un anno dopo e poi Elia (571-†586) che si autonominò Patriarca. Questi fatti portarono ad aspre lotte tra Aquileia e Grado.

La divisione tra Aquileia e Grado aumento anche in seguito a questioni teologiche: Aquileia infatti seguiva il cosiddetto scisma “dei Tre Capitoli”, mentre Grado era ortodossa.

Grado rientrava nella sfera di influenza di Venezia, che rivaleggiava con il Patriarcato di Aquileia. Quando Grado, nel 803, con il Patriarca Giovanni, tentò di avvicinarsi ai Franchi, Venezia intervenì brutalmente, catturandolo e gettandolo da una torre.

Il suo successore Fortunato, volendo continuare questa politica, dovette rimanere in vari periodi lontano dalla sua sede. Riconosciuta solennemente la legittimità del solo patriarcato di Aquileia, Grado, con l’appoggio di Venezia, non volle rinunciare al suo.

Le contese continuarono nel tempo fino a quando il 30 luglio 1180 papa Alessandro III vi mise fine. I patriarchi preferirono poi abitare a Venezia e l’isola decadde. Nel 1451, dopo che nel 1420 Venezia aveva conquistato il patriarcato di Aquileia, venne soppresso il patriarcato gradese ed il titolo passo alla Serenissima. Nei secoli seguenti l’isola ebbe una vita senza sussulti. I suoi abitanti erano dediti alla pesca e alla vita marinara.

Con il trattato di Campoformido del 1797, Grado passò come tutto il Friuli agli Austriaci, salvo per i periodi di dominio francese del regno italico, durante il quale, nel 1810, fu anche saccheggiata dagli Inglesi. Con la restaurazione ritornò tra i possessi Austriaci che vi rimasero sino alla Prima Guerra Mondiale.

Gli Austriaci portarono una vita nuova nell’isola con l’apertura dell’Ospizio marino nel 1872 e di uno stabilimento balneare nel 1890. I Gradesi, che per la maggior parte erano dediti alla pesca, iniziarono così una nuova attività, quella del turismo balneare.

Giunsero albergatori degli stati austriaci che con esperienza e capitali costruirono alberghi e pensioni per il sempre maggior numero di turisti che soggiornavano. Grado divenne così una tra le più eleganti spiagge d’Italia.

 

 

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