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Farra d'Isonzo (GO)

Farra d'Isonzo - Storia

Il toponimo Farra deriva dalla voce di origine longobarda fara: stirpe, famiglia, corte, fondo.
Il luogo era abitato anticamente e doveva essere una mansio romana con torre di vedetta sul monte Fortin a quota 116.

Posta ai piedi di tre monti, tutti fortificati, il territorio di Farra rappresentava una posizione strategica avanzata per controllare l’antico guado della Mainizza sull’Isonzo, dove poi era stato costruito un ponte per far passare la Via Gemina, strada che conduceva ad Aidovinum (Aidussina) e ad Emona (l’attuale Lubiana) e in Pannonia (la regione che comprendeva l’Austria orientale, la Stiria e parte della Carniola spingendosi verso l’Ungheria).

Nel VII secolo c’era certamente un’arimania longobarda, ovvero un luogo strategico dato in coltivazione ad una famiglia longobarda purché lo proteggesse. L’importante zona della confluenza del Frigido (Vipacco) nell’Isonzo era uno di questi casi. Nel documento redatto nel maggio del 762 detto Donazione Sestense, tra i beni che i fratelli longobardi Erfo, Anto e Marco donano per la costituzione dei monasteri di Sesto in Sylvis (maschile) e Salt di Povoletto (femminile), si legge che vi sono ““casas in Fara iuxta turionem”, cioè in Fara presso la torre.

Verso il IX secolo sorse sul colle un vero e proprio castello, uno dei più antichi manieri del Friuli. Infatti fu conferito da Berengario, duca del Friuli e poi re d’Italia, al potente feudatario Annone. Nel 967 l’imperatore Ottone I confermò al patriarca Rodoaldo (963 -†983 o 984) le investiture precedenti e tra le nuove aggiunse il Castello di Farra.

Nel 1031 la giurisdizione su Farra passò al Capitolo Aquileiese, cosa che nel 1177 verrà confermata dall’Imperatore Federico Barbarossa con un documento in cui è scritto “Fara cum adiacentibus villis”. Nel 1215 Mainardo di Gorizia fa una scorribanda a Farra e vi ritornerà nel 1216, distruggendola. Essendo proprietà della chiesa aquileiese, verrà scomunicato dal Papa.

In seguito Farra sarà conquistata dai conti di Gorizia che successivamente la cederanno assieme ai colli e le campagne circostanti alla famiglia Strassoldo. La cessione del feudo viene confermata nel 1377 viene confermata dal Patriarca Marquardo di Randek e la famiglia ne resterà padrona per secoli.

Farra per la sua posizione geografica, fu al centro degli avvenimenti storici che si svolsero in queste terre nell’antichità e nel Medio Evo e poi sopportando le invasioni ungariche e turche e le conseguenze delle guerre tra Venezia e l’Austria. In quel periodo fu sistemato un forte, intorno al quale si combatté durante la Guerra di Gradisca (1615-1617). Nel 1643 verrà favorita dal Conte Rizzardo di Strassoldo, che vi fonderà anche due conventi.

Il maniero ormai vetusto, subì radicali trasformazioni, e fu convertito in un saldo palazzo. Dopo il truce assassinio di Eleonora di Madrisio, cercarono rifugio Nicolò Strassoldo (alla cui famiglia apparteneva la costruzione) e Lucio della Torre, che tentarono di porre resistenza ai soldati arciducali, ma da ultimo dovettero arrendersi (1722). Furono poi condannati a morte, dopo un processo durato un anno e giustiziati dopo torture a Gradisca d’Isonzo il 3 luglio 1723.

Durante la Prima Guerra Mondiale il paese fu ridotto a postazioni di artiglieria. La stessa sorte subirono le frazioni di Villanova e Mainizza.

Il 5 gennaio 1921 il comune di Farrà entra ufficialmente a far parte del regno d’Italia e il 23 aprile 1923, con il R. D. 800 assume la denominazione di Farra d’Isonzo. Il 12 gennaio 1927 entrerà a far parte della nuova provincia di Gorizia.

 

 

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