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Mossa - Santuario del Preval

di Giorgio De Zorzi

Nel comune di Mossa, in provincia di Gorizia, si trova la chiesa di Santa Maria Regina dei Popoli, più conosciuta come Santuario del Preval.

Il Preval è una conca, attraversata dal Torrente Versa, nella dolce zona collinare posta tra il fiume Isonzo e il suo affluente di destra Iudrio, sul confine tra Italia e Slovenia. A sud di questa conca, presso la strada proveniente dall’abitato di Mossa, sin dal X secolo vi era un luogo sacro e dal Trecento abbiamo documenti che riportano “Santa Maria del Preval”.

La leggenda fondativa di antica tradizione narra che alcuni contadini, mentre falciavano l’erba, trovarono in questo sito un’immagine della Madonna. Portatala la parroco della Pieve, al tempo posta sulla collina di Zenta dove c’era anticamente gran parte dell’abitato di Mossa. Ma il giorno successivo fu ritrovata nello stesso posto. E anche quando fu nuovamente portata al parroco, il giorno successivo fu ritrovata ancora nello stesso posto. Allora si decise di costruire in quel posto un’edicola sacra che la custodisse. Un'altra tradizione invece vuole che questo punto fosse illuminato da una luce proveniente dal Monte Santo al tempo dell’apparizione sulla Sveta Gora del 1539.

Mappa austriaca ottocentesca.

Il santuario ebbe molte fasi architettoniche. Già fonti dell’alto medioevo testimoniano indirettamente tra l’VIII e il X secolo l’esistenza di un edificio sacro dove oggi sorge il Santuario del Preval. Scavi archeologici hanno in parte individuato nei pressi un edificio rustico con qualche reperto di epoca romana. Sono stati poi trovati resti di un edificio terminante a ferro di cavallo utilizzato nel XIV secolo, ma con la presenza anche di monete del XIII secolo. Nel XVI secolo, anteriormente al 1570, la chiesa verrà ristrutturata nuovamente. Non si sono avuti ancora riscontri invece dell’edicola sacra della tradizione. La chiesa del Preval viene citata esplicitamente nel 1399 in un documento testamentario, conservato nel Fondo archivistico Coronini e in seguito in altri documenti patriarcali.

Qui facevano tappa nel Cinquecento numerosi pellegrini che si dirigevano al Montesanto e in altri luoghi di devozione, trovandosi la zona presso la grande via di comunicazione di Gorizia e delle valli del Vipacco, porta orientale d’Italia. L’importanza di Mossa come snodo di traffici è antica e sottolineata anche dalla presenza un tempo del castello degli Eppenstein, che furono avvocati del patriarca di Aquileia ossia una delle cariche più importanti nella Patria del Friuli. Ed infatti numerose furono le visite che qui fecero i Patriarchi.

Nella seconda metà del Cinquecento ebbe la visita apostolica dell’Abate Commendatario di Moggio, mons. Bartolomeo di Porcia e il 19 giugno 1593 quella di mons. Francesco Barbaro, futuro patriarca, che ravvisa alcuni segni di trascuratezza, verosimilmente frutto della carestia del 1591 che colpì la contea di Gorizia. In questo periodo la chiesa, con un attiguo un cimitero, era dedicata per antica tradizione a San Marco Evangelista, ma popolarmente era chiamata Santa Maria del Preval.

Quando nel Settecento vi fu la divisione del patriarcato nelle arcidiocesi di Udine e Gorizia, il primo arcivescovo di Gorizia, principe Carlo Michele d’Attems rileva nelle sue visite pastorali come la chiesa fosse abbellita da altari marmorei e decorazioni, frutto della generosità e protezione del barone Agostino Codelli. Questa munificenza si ineriva nelle ampie donazioni che il barone fece all’arcivescovado di Gorizia, rappresentate non solo dal proprio palazzo con cappella e altri beni, che andarono a costituire il nucleo della nuova arcidiocesi, ma anche dai restauri dei beni ecclesiastici presenti sui suoi possedimenti, tra cui le campagne di Mossa.

Nel Novecento, dopo duecento anni di devozione transfrontaliera presso il Santuario, il venirsi a trovare a ridosso del fronte dell’Isonzo nella Prima Guerra Mondiale e, soprattutto dopo la Seconda, a ridosso della “Cortina di Ferro” che correva lungo il confine italo-jugoslavo, ne decretarono la decadenza e degrado.

Cerimonia d'epoca presso il Santuario.

Solo nel 1992 il Santuario del Preval vedrà la sua rinascita e consacrazione, sotto la protezione di Papa Giovanni Paolo II, che in occasione della sua visita pastorale in Friuli Venezia Giulia sostò qui e benedisse la pietra angolare per la ristrutturazione del nuovo Santuario. Papa Wojtyła concesse alcuni privilegi e benedì la statua della Madonna del Preval, opera cinquecentesca della scuola rinascimentale tolmezzina, che vide in Domenico da Tolmezzo il suo maggior esponente. La statua verrà rimessa in copia nel santuario il 14 maggio 1995, con la restituzione al culto della chiesa, mentre quella originale è custodita presso la Chiesa Arcipretale di Sant'Andrea Apostolo di Mossa.

Sempre il Papa conferì alla chiesa del Preval il titolo di "Santa Maria Regina dei Popoli", riportandolo così alla sua antica vocazione di unione tra le genti. Inoltre benedisse personalmente in piazza san Pietro le corone d'oro con cui fece incoronare, unendovi ulteriori indulgenze, la statua della Madonna e del Bambino a suo nome ed autorità dall'arcivescovo di Gorizia P. Antonio Vitale Bommarco. Questi elevò il Preval a Santuario Diocesano.

Celebrazioni particolari al Santuario del Preval si tennero nel 1999 per i seicento anni dalla prima citazione della chiesa e la comunione con il coevo Santuario del Monte Lussari, che ha la medesima vocazione confinaria.

Ulteriori informazioni: www.santuariopreval.it.

 


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