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Udine - Porta Aquileia

di Giorgio De Zorzi

Porta Aquileia sorge al termine di Via Aquileia, a Udine.

Questo interessante torrione faceva parte della quinta cerchia delle mura, iniziata nel 1332 sotto il Patriarca Bertando. I lavori di questa cerchia si trascinarono a lungo con frequenti interruzioni a causa di guerre di nobili, interne al Patriarcato, per conquistarne il predominio, pestilenze e difficoltà finanziarie. Nel 1441 si pensò di completarla innalzando "unam portam tam pulchram et speciosam quam fieri poterit quod per eamdem maior habetur concursa gentium quam per aliquam aliam portam… ".

Alla nuova e potente costruzione si diede il nome della vecchia porta sita in fondo a Via Vittorio Veneto, demolita nel 1834. Si distingueva così tra porta Aquileia interna ed esterna. La torre risale al 1373 ed è costruzione massiccia in pietrame e mattoni con finestre ogivali e motivo ad archetti pensili nel sottotetto.

Porta Aquileia presenta quattro stemmi di pietra bianca e grigia sul lato Sud che ricordano il Patriarcato di Aquileia, i Savorgnano, un'altra famiglia ignota e il Comune di Udine. Sulla facciata interna sono posti altri due stemmi in pietra e due lapidi una delle quali porta una scritta, oggi pressoché illeggibile, in caratteri gotici; l'altra ricorda Girolamo Venerio.

Dal 1871 il piano terra fu adibito a ricevitoria del dazio. Durante la seconda guerra mondiale la torre, anche se non direttamente colpita, risentì dei gravi bombardamenti che miravano al nodo ferroviario e che distrussero quasi tutti gli edifici circostanti, aprendo vaste fenditure nelle sue murature.

Nel 1953, nella mania distruttiva si pensò addirittura, per agevolare il traffico di abbattere i due archi più recenti. Ecco cosa si scrive sul giornale Il Gazzettino il 23/6/53: "riteniamo sia cosa saggia dare respiro a Via Aquileia. . . ci sentiamo in dovere di appoggiare questa iniziativa sorta a beneficio della già difficoltosa circonvallazione interna, ma con qualche perplessità e riserva, date le prove finora fornita dai nostri tecnici che pur di sventrare, aprire, regolare, demolire, hanno sacrificato più volte angoli pittorici della città non ascoltando le proteste di studiosi, di artisti e di benpensanti. ". Per fortuna prevalse la saggezza e nel 1960 il Comune provvide a un salutare restauro.

Dei tre archi che chiudono Via Aquileia, il primo quello attaccato alla torre è originale, quello di centro ricostruito nell'Ottocento e l'altro opera dell’arch. Ettore Gilberti, fatto nel 1925.

 

 

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